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Sesso e genere: a che punto siamo con la rivoluzione?

Negli ultimi trent'anni, la medicina di genere ha compiuto un radicale percorso di trasformazione, passando da un approccio androcentrico a un modello inclusivo che studia le differenze di sesso e genere come determinanti della salute. Con l'adozione di linee guida internazionali, la ricerca medica sta ridefinendo i propri standard, promuovendo un'analisi più completa e intersezionale dei dati sanitari. Nonostante le resistenze e i tentativi di ostacolare questo progresso - come dimostrato dagli attacchi dell'amministrazione Trump alla ricerca scientifica - l'obiettivo rimane costruire un sistema sanitario capace di riconoscere le specificità individuali e combattere le disuguaglianze.

Da quando The Yentl syndrome (1991) della cardiologa Bernardine Healy ha definitivamente sconquassato l’impianto androcentrico della medicina occidentale, illusoriamente “neutro e universale”, gli ultimi tre decenni hanno visto affermarsi l’urgenza di studiare e comprendere come le differenze di sesso e genere influenzino i determinanti medici e non medici della salute.

I radionuclidi e gli esami medici messi in crisi dagli impianti nucleari

Tra diagnostica e cure oncologiche, sono numerose le attività cliniche che utilizzano ogni giorno i radionuclidi prodotti all’interno di speciali reattori. I centri di produzione sono però scarsi e sempre meno efficienti.

Ottobre 2024, Olanda Settentrionale. Mentre il vento si porta via gli ultimi segni dell’estate, poco lontano dalle spiagge di Petten un gruppo di ingegneri nucleari esplora con una sonda ottica l’interno di una tubatura. Sullo schermo appare una piccola ma seria deformazione, che li costringe a rimandare ancora per giorni la riaccensione programmata dell’High Flux Reactor (HFR).

COP16 a Roma: un accordo sui fondi per la biodiversità

La COP16 di Roma si è chiusa dopo tre giorni di intense negoziazioni con l'approvazione dei documenti su finanziamenti e monitoraggio, oltre alla definizione della roadmap che arriva fino al 2030. Un risultato migliorabile, ma che non era affatto scontato, una conquista fragile su cui bisogna lavorare.

 

La sessione bis della COP16 si è conclusa con la sospirata risoluzione dei nodi che erano ancora in sospeso per l’attuazione della strategia globale per la biodiversità. Il secondo appuntamento si è tenuto presso la sede della FAO a Roma, dal 25 al 27 febbraio, per riprendere il discorso interrotto bruscamente a Cali, in Colombia.

Trump: attacco alla scienza o alla libertà?

Le grandi riviste scientifiche e il mondo accademico stanno cominciando a reagire agli attacchi della nuova amministrazione Trump, si moltiplicano appelli, condanne e prese di posizione, nonché gli inviti a organizzarsi e rispondere. Sarà sufficiente?

Come un pugile groggy per i troppi pugni presi, ma che non vuole gettare la spugna, la comunità scientifica internazionale sta cominciando a prendere posizione contro le iniziative devastanti della nuova amministrazione Trump ai danni della ricerca, combinate con la politica dei tagli indiscriminati di Elon Musk.

COP16 a Roma: la sfida di un approccio olistico per la biodiversità

Dal 25 al 27 febbraio, Roma ospita la Conferenza delle Parti per la biodiversità, che riprenderà gli argomenti rimasti in sospeso a seguito della sospensione della COP16 a Cali, in Colombia, per mancanza di quorum. I temi cardine saranno i finanziamenti, i metodi di monitoraggio e l’integrazione con altri programmi. La crisi della biodiversità, infatti è strettamente legata alla disponibilità di risorse idriche e alimentari, alla salute e al cambiamento climatico e occorre un approccio olistico

Crediti foto: James Wainscoat su Unsplash

Questa settimana, dal 25 al 27 febbraio, si svolge a Roma, presso la sede della FAO, i lavori della Conferenza delle Parti (COP) sulla biodiversità, una sorta di “COP16 bis”, che mira a riprendere le negoziazioni interrotte bruscamente a Cali lo scorso novembre (su Scienza in rete ne abbiamo parlato qui).

Lettera di Elena Cattaneo a Scienza in rete: fondi stabili per la ricerca e regole chiare di valutazione

Riceviamo e pubblichiamo la lettera della Senatrice Elena Cattaneo che riassume le vicende delle ultime settimane in merito alla politica della ricerca, con un invito a non considerare il lavoro concluso ma a vigilare affinché gli impegni siano mantenuti.

Caro direttore,

nelle ultime settimane, in Parlamento, tra la comunità scientifica e, non da ultimo, su questa testata, sono successe alcune cose che vorrei riassumere qui di seguito per non perderne i frutti e per dare il giusto riconoscimento a chi vi ha contribuito.