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Lo sconquasso della pandemia sul sistema sanitario e la mortalità

La pandemia di COVID-19 ha avuto un profondo impatto sull’assistenza sanitaria nelle nostre comunità. Il tema coinvolge pesantemente l’Italia, dove il modello assistenziale non è mai davvero cambiato.

La pandemia Covid-19 ha avuto un profondo impatto sull’assistenza sanitaria nelle nostre comunità. I dati al 6 novembre (45 settimana) nel Regno Unito, che integrano il sistema informativo Covid con la mortalità generale di popolazione, mostrano notevoli cambiamenti del luogo dove si muore, che perdurano dopo la prima ondata dello scorso inverno e lasciano presagire modificazioni durature, forse permanenti. Purtroppo, i dati italiani al momento non sono disponibili, confermando la grave carenza di risposta rapida del nostro sistema informativo.

Italia chiama Base Concordia - Antartide

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Futuro Remoto, il primo Festival della Scienza d’Europa ideato nel 1987 dal fisico Vittorio Silvestrini e promosso da Città della Scienza di Napoli, celebra la sua XXXIV edizione con eventi online e con un’ampia sezione internazionale, dal 20 al 29 novembre 2020 parlando di Pianeta, cambiamenti epocali e sfide globali.

E' possibile seguire le dirette degli eventi su questa pagina. 

Programma di venerdì 27 novembre 2020

Qual è il rischio di incrociare un positivo che non sa di esserlo?

Cesare Cislaghi calcola la probabilità di incontrare un positivo che non sa eventualmente di esserlo. A spanne e con qualche approssimazione, conducendo una vita "normale" (per esempio prendendo quotidianamente la metro) è praticamente certo incontrare dei positivi: ecco perché servono le misure di contenimento del contagio.

Immagine: Shibuya Crossing Intersection, 渋谷区, Japan. Unspalsh.

È convinzione condivisa che i soggetti la cui positività alla Covid-19 non è a conoscenza né di loro stessi né della società sono molti ma non sappiamo quanti siano. I dati di cui oggi disponiamo riguardano i soggetti che vengono conteggiati nella prevalenza dei contagi attivi, cioè che sono attualmente considerati dal sistema sanitario come attivi al virus; questi, domenica 22 novembre, ammontano a 796.849, cioè 1320 ogni 100.000 abitanti.

Vaccini e trasparenza: una questione malposta

“È stato ed è avvilente ascoltare la più larga parte della discussione suscitata nei mesi dalla pandemia di Covid-19 e ora anche dai vaccini in arrivo", scrivono Gilberto Corbellini e Michele De Luca: il sistema di controllo della qualità dei vaccini, messo in piedi negli anni, oggi è diventato ipersensibile verso i rischi, e affermare, per esempio, che non ci si farà vaccinare finché non saranno pubblicati i dati riguardanti il vaccino significa incorrere in almeno due errori.

La sede dell'EMA (European Medicines Agency) ad Amsterdam.

Prologo

Oersted, 1820: c’è del nuovo in Danimarca!

Il chimico Marco Taddia ricorda la figura di Hans Christian Oersted, scienziato, umanista, educatore, filosofo e poeta ritenuto tra i padri dell'elettromagnetismo. 

Crediti immagine: Wikimedia Commons. Licenza: pubblico dominio

L’anno scorso è stata ristampata la versione italiana del libro di George Johnson The Ten Most Beautiful Experiments (edizione Bollati Boringhieri), uscito in America nel 2008 e pubblicato in Italia l’anno seguente.

I dati del vicino sono sempre più nerdy

Immagine: "The grass is always greener on the other side", Wiktionary.

Il recente appello - #Datibenecomune - a rendere disponibili, aperti, interoperabili (machine readable) e disaggregati i dati - che ha fra i primi promotori anche Scienza in rete - sta avendo molto successo e speriamo che sia compreso nella sua utilità anche dal Governo, che finora ha preferito condividere i dati solo con specifici gruppi di ricercatori (come l’Accademia nazionale dei Lincei).

#DatiBeneComune: più trasparenza sui dati Covid-19

#DatiBeneComune chiede al Governo più trasparenza sull'emergenza Covid-19 e dati aperti, utili ad affrontare la difficile situazione. Scienza in Rete, insieme ad ActionAid, OnData e Transparency International Italia, ha promosso la campagna #DatiBeneComune a cui hanno aderito 147 organizzazioni (al 23 novembre) e che ha raccolto oltre 37mila firme con la petizione su Change.org. Di seguito pubblichiamo la lettare inviata il 19 novembre a Giuseppe Conte, insieme alle firme già raccolte.

Teniamo a bada l'Rt per far funzionare meglio i vaccini

C'è un rapporto tra Rt e vaccini: infatti abbassando il primo, mantenendo precauzioni e distanziamenti, già una più bassa percentuale di vaccinati potrà produrre il vantaggio dell’immunità di gruppo. È anche molto importante conoscere i dati sui nuovi vaccini, prodotti con uno straordinario impiego di risorse e collaborazioni ma per i quali mancano ancora dati e sufficienti pubblicazioni scientifiche a conforto di quanto affermato dai comunicati stampa delle aziende

Immagine: Robert Rohde, Herd immunity. Youtube.

In questi giorni l’obiettivo dichiarato dagli esperti è quello di abbassare l’indice di riproduzione Rt sotto il valore di 1. Ricordiamo che il valore di Rt è una misura del numero medio di casi secondari contagiati da un primo caso. Se Rt diminuisce , il numero giornaliero dei casi diagnosticati diminuirà progressivamente e con esso il numero dei ricoveri in ospedale e di quelli in terapia intensiva.

Insegnare il pensiero critico è possibile, fin dalla scuola primaria

Il progetto Informed Health Choices ha lo scopo di trasmettere alle persone, fin dalla giovanissima età, la capacità di filtrare in modo critico e consapevole i contenuti scientifici che riguardano la salute. Le risorse sviluppate sono state applicate, nell'ambito di un progetto pilota, anche in Italia e, in un incontro online organizzato dall'Associazione Alessandro Liberati, si discuteranno le possibili ipotesi per una sua diffusione sistematica nelle scuole italiane. L'incontro verrà trasmesso in diretta anche su Scienza in rete il 25 novembre dalle 17:00 alle 19:00.

«Un ricercatore ha studiato un nuovo farmaco contro la malattia Covid-19. Ha selezionato 26 persone affette dalla malattia e ha somministrato loro il nuovo farmaco. Altre 16 persone con la malattia ricoverate in vari ospedali della zona non hanno ricevuto il farmaco. Dopo pochi giorni ha osservato che circa il 70% delle persone che hanno ricevuto il nuovo farmaco stavano meglio rispetto al 12,5% di coloro che non l’avevano ricevuto. Cosa potresti dire su questo studio?»