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Rinoceronte bianco: più del WWF potè l'ICSI

La femmina Najin all'Ol Pejeta Conservancy. Crediti: Ami Vitale/BioRescue Northern White Rhino Recovery

Del rinoceronte bianco settentrionale non restano che due femmine in vita. Un team internazionale di scienziati, impegnati nel progetto BioRescue per la conservazione della specie, è riuscito a far sviluppare in vitro due embrioni che potranno, un giorno, essere impiantati in una madre surrogata della sottospecie meridionale. È un grande passo per gli scienziati, che hanno dovuto mettere a punto i protolli da applicare su una specie delicata e molto difficile da maneggiare. Tuttavia, anche se impianto e gravidanza andassero a buon fine, la sottospecie settentrionale avrebbe una variabilità genetica praticamente inesistente, per cui il progetto mira a lavorare anche con le cellule staminali

I fisici insistono: riportiamo la ricerca nella Commissione europea

Il 17 settembre è partita una lettera rivolta alla Commissione e al Parlamento europeo affinché la parola "ricerca" venga rimessa nel titolo della Commissaria europea Mariya Gabriel, che al momento fa riferimento solo "alla gioventù e all'innovazione". È un'iniziativa dei fisici, fra i quali molti italiani, come Luciano Maiani e Massimo Inguscio

Il 17 settembre è partita una lettera rivolta alla Commissione e al Parlamento europeo affinché la parola "ricerca" venga rimessa nel titolo della Commissaria europea Mariya Gabriel, che al momento fa riferimento solo "alla gioventù e all'innovazione". È un'iniziativa dei fisici, fra i quali molti italiani, come Luciano Maiani e Massimo Inguscio

Salviamo la ricerca biomedica italiana

Il Gruppo 2003 per la ricerca aderisce al Manifesto "Salviamo la ricerca biomedica" lanciato dai ricercatori Luca Bonini e Marco Tamietto, titolari del progetto ERC Lightup, attaccato con minacce dagli animalisti per aver utilizzato macachi nella ricerca. Al Manifesto stanno aderendo moltissimi ricercatori - fra i quali Erik Kandel, Giacomo Rizzolatti, Silvio Garattini, Jacopo Meldolesi, Ernesto Carafoli, Silvia Priori, molti dei quali del Gruppo 2003 per la ricerca, che negli scorsi mesi è intervenuto in difesa dei due ricercatori minacciati. Invitiamo tutti a firmare dal sito di Research4Life: https://www.research4life.it/ Riportiamo qui di seguito il testo dell Manifesto.

 

Il Gruppo 2003 per la ricerca aderisce al Manifesto "Salviamo la ricerca biomedica", che riportiamo qui, lanciato dai ricercatori Luca Bonini e Marco Tamietto, titolari del progetto ERC Lightup, attaccato con minacce dagli animalisti per aver utilizzato macachi nella ricerca. I firmatari (tra cui molti ricercatori del Gruppo 2003) chiedono di adottare ogni iniziativa utile per permettere al nostro Paese di adeguarsi alla normativa europea in tema di sperimentazione animale, per un maggiore equilibrio tra le esigenze della ricerca scientifica e quelle della protezione degli animali

Le notizie di scienza della settimana #107

Il nuovo Report dell’Ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità “Healthy, prosperous lives for all: the European Health Equity Status Report” fa il punto sulle disuguaglianze di salute in Europa. In sintesi, il gap di salute fra ricchi e poveri si riduce meno dell’atteso. In termini di speranza di vita alla nascita, la differenza media è di 3,9 anni nelle donne (speranza di vita media 82 anni; intervallo: 78,1-86) e di 7,6 anni negli uomini (speranza di vita media 76,2 anni; intervallo: 3,4-15,5). L’Italia (e altri paesi come Grecia e Portogallo) ha i valori più alti di speranza di vita, segno che i fattori protettivi come dieta e coesione sociale riescono a contrastare i fattori di rischio e la presente stagnazione economica. Buona anche la performance dell’Italia nella sopravvivenza libera da malattie. Riconoscendo l’importanza di agire direttamente sui determinanti sociali della salute, l’OMS misura l’effetto di 8 politiche sulla riduzione delle differenze di salute fra classi sociali: (1) aumento di 1.000 dollari del PIL pro capite; (2) riduzione delle disuguaglianze di reddito; (3) riduzione del tasso di disoccupazione; (4) riduzione delle spese private per la salute; (5) aumento delle spese di protezione sociale; (6) aumento del finanziamento del sistema sanitario pubblico; (7) aumento della spesa pubblica in politiche del lavoro; (8) aumento della spesa pubblica nelle abitazioni e condizioni di vita. L’aumento del reddito pro capite è l’unico parametro a non avere effetto sulla disuguaglianze, mentre le politiche del lavoro e le condizioni di vita e abitative hanno l’effetto massimo.

Cronache della ricerca

Xylella: qualche risposta per fare chiarezza

È vero che gli scienziati non sono ancora concordi nel ritenere Xylella responsabile del disseccamento rapido degli ulivi? Perché si parla di epidemia se le piante infette sono poche? Perché non si prendono in considerazione altri fattori per spiegare la malattia delle piante? Enrico Bucci risponde a otto domande ricorrenti su Xylella fastidiosa, un batterio che sta minacciando gli ulivi nei Paesi del Mediterraneo e sul quale è ancora molta la disinformazione

Giovani e innovazione, ma niente ricerca per la commissaria

Mariya Gabriel, politica bulgara, è la nuova Commissaria "per l'Innovazione e la Gioventù". Il riferimento diretto alla ricerca è sparito. Un segnale inquietante della tendenza europea a privilegiare la ricerca applicata e industriale su quella di base, probabilmente confidando che a quella penseranno gli Stati nazionali. Riempiangeremo Carlos Moedas? (Credit: Christian Creutz).

Mariya Gabriel subentrerà a Carlos Moedas e a Tibor Navracsics, commissari uscenti rispettivamente per “Ricerca, scienza e innovazione” e “Istruzione, cultura, giovani e sport”. Il titolo della nuova Commissaria è per "Innovazione e giovani": ma che fine ha fatto la ricerca? E i riferimenti a cultura e istruzione? Ci si può chiedere se si tratti di una svista, ma sono in molti, tra università, umanisti e scienziati, a dubitarne e a essere fortemente critici su questa scelta politica. Ammesso che il solo accorpamento di due deleghe in una significhi necessariamente una diminuzione sostanziale dei costi, rimane la questione che riguarda l'effettiva limitazione di contenuti non certo di poco conto. Anche perché già da tempo si sente parlare dei grandi obiettivi raggiungibili solo attraverso una stretta collaborazione tra il settore industriale e quello della ricerca scientifica, che pian piano si è ridotto alla sola ricerca applicata. Il rischio è che l'Europa si stia concentrando su una visione semplificata del nesso ricerca-sviluppo, mentre ci si aspetterebbe invece un rilancio di cultura, scienza e istruzione, motori senza i quali l'innovazione rischia di girare a vuoto

Politiche per il cambiamento climatico: serve una bussola

Pakistan, 6 ottobre 2018, un abitante della Urak Valley cammina sul fondale prosciugato del lago Hanna. (Photo by BANARAS KHAN / AFP)

Due rapporti valutano in modo molto diverso il ruolo dei Sustainable Developmental Goals (SDGs) dell'Agenda 2030 e sul ruolo della green economy, in particolare come strumento di lotta ai cambiamenti climatici. Il primo, originato dal Forum di Davos del 2016 e sottoscritto da imprese e governi, pur non negando l'urgenza della situazione, si mostra ottimista sull'impatto degli SDGs su occupazione ed economia; il secondo, dello European Environmental Bureau, è molto più negativo. Ma che conclusioni possiamo trarre da tale differenza di prospettive?

Animalismo e pallottole

La sperimentazione sugli animali è un tema fortemente divisivo da tempo, ma in questo periodo particolarmente sentita a causa del progetto torinese che impiega i macachi per studiare il blindsight. I ricercatori che conducono lo studio hanno subito insulti e minacce, tra cui una lettera accompagnata da un proiettile. Enrico Bucci e Gilberto Corbellini, che hanno riflettuto sulla vicenda in un articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore, rispondono ora alle critiche suscitate, e in particolare a quella del filosofo Leonardo Caffo, pubblicata dalla LAV. Ricordando che, in conclusione, nella sua massima parte la sperimentazione animale è ancora, purtroppo, irrinunciabile.

Conte bis si impegna sull'Agenzia nazionale per la ricerca

Il premier Giuseppe Conte nel discorso di oggi alla Camera si impegna sulla Agenzia Nazionale per la Ricerca. Vedremo come la intenderanno, ma sicuramente il Gruppo 2003 per la ricerca constata come la propria proposta abbia fatto breccia, e vigilerà perché vengano rispettati criteri di indipendenza, trasparenza e competenza. Guai se, invece di dare un indirizzo agli investimenti nella ricerca per garantire merito e giustizia, diventasse un inutile doppione del ministero.