fbpx All | Page 178 | Scienza in rete

All

Vaccinazioni: dubbi di mamma

Solo il 9 per cento delle madri non ha dubbi sull'utilità e sicurezza dei vaccini, molte le incerte e una su cinque con forti pregiudizi. I numeri cambiano a favore delle vaccinazioni quando le informazioni passano da medici di famiglia e altri operatori sanitari. E soprattutto se medici e infermieri sono loro stessi vaccinati. Le statistiche da due studi italiani. Immagine: Demetrio Cosola, La vaccinazione nelle campagne, 1894 pastello su carta telata. Chivasso, Palazzo Santa Chiara.

Un’indagine italiana pubblicata su European Journal of Public Health sul rapporto delle future madri con le vaccinazioni evidenzia che solo il 9% è completamente convinta della loro efficacia, importanza e sicurezza mentre il 20% mostra di avere pregiudizi sulla maggior parte degli argomenti legati al tema.

Il peso dei combustibili fossili sul sistema finanziario

Finanziare la transizione energetica verso fonti rinnovabili: quanto c'è di concreto? Nella mani del sistema bancario c'è il destino del pianeta (o almeno della nostra specie): purtroppo, le iniziative procedono lentamente, e le società finanziarie sono troppo coinvolte per schierarsi contro i colossi petroliferi.
Crediti immagine: PublicDomainPictures/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Investire sostenibile e finanziare la transizione energetica, why not? Il motto della più grande società di gestione del risparmio, BlackRock, non può che essere apprezzato e condiviso dagli addetti del settore, in un momento storico in cui tutti gli attori finanziari sono attivamente impegnati nella ridefinizione dei propri modelli di sostenibilità. Ma siamo davvero sicuri che dietro le parole ci siano concretamente dei fatti o sarebbe più corretto, ancora una volta, parlare di fenomeno di greenwashing?

Non è un Nobel per donne

Niente donne tra i premi Nobel in Medicina, Fisica e Chimica di quest'anno: un’assenza che non deve stupire se si considera che, tra il 1901 e il 2019, solo 20 donne hanno ricevuto il premio Nobel in queste tre categorie. Un'indagine pubblicata su The Lancet prende in considerazione la distribuzione tra maschi e femmine delle candidature avvenute tra il 1901 e il 1966 per Fisica e Chimica e i dati dal 1901 al 1953 per Medicina, rivelando che le candidate donne sono meno, molte meno, rispetto agli uomini. L'articolo di Debora Serra.
Nell'immagine: Quinto Congresso Solvay, 1927. Ventotto uomini e Marie Curie: prima donna a vincere il premio Nobel, unico scienziato ad aver vinto due volte il Nobel in discipline scientifiche diverse (fisica 1903, chimica 1934). Le donne devono faticare il doppio degli uomini per sedere ai tavoli che contano. Crediti: Wikipedia.

Tra i 9 vincitori dei premi Nobel 2019 per Medicina, Fisica e Chimica non ci sono donne. Un’assenza che non deve stupire se si considera che tra il 1901 e il 2019 solo 20 donne hanno ricevuto il premio Nobel in queste tre categorie. Verrebbe quasi da pensare che le donne siano meno brave degli uomini in queste materie. Invece, la risposta più corretta sembra essere che le donne candidate al Premio sono molto meno degli uomini.

Crescere tra ritmi naturali e tecnologie digitali

Fa bene o fa male? Dobbiamo limitarla, e se sì quanto e come? L'influenza dei dispositivi digitali sui bambini più piccoli è una questione ancora aperta, perché rappresenta un fenomeno relativamente recente. In quest'articolo, Elena D'Alessandro fa il punto della situazione, sulla base degli studi scientifici condotti finora.
Crediti immagine: Public Domain Pictures. Licenza: CC0

La rapida e capillare diffusione dei dispositivi digitali nel tessuto socio-culturale ha ridefinito sia il rapporto uomo tecnologia digitale sia le relazioni tra apprendimento, informazione e conoscenza, dando vita a un ampio e acceso dibattito intorno a vantaggi e svantaggi, pericoli e risorse derivanti da tale rivoluzione.

Buone università o morte etica, scientifica e culturale

Le sei proposte di Franco Gabrielli di Quercita, già ordinario di biologia molecolare all'Università di Pisa, per l'università italiana: selezione del personale rigorosa; una progressione nella carriera che guardi ai risultati conseguiti; valutazione e finanziamento delle università, della ricerca e del personale da parte del Ministero competente; la regolamentazione dell'attività professionale extra-universitaria; la cura degli studenti meritevoli e una didattica di cui i docenti risultino collettivamente responsabili. Per fare una buona università, una buona ricerca e, in ultima analisi, contribuire a costruire una società migliore.
Crediti immagine: Gerd Altmann/Pixabay. Licenza: Pixabay License

È mia convinzione che molte mancanze nella cultura, nelle competenze e nel comportamento civico riscontrabili in noi italiani trovino la loro origine nelle aule delle scuole e delle università statali. In conseguenza, tutto il sistema di insegnamento dovrebbe essere modificato per migliorarne qualità e finalità, e in ultima analisi, contribuire a costruire una società migliore.

A mio parere, le disposizioni che giocano un ruolo negativo nel sistema dell’insegnamento, in particolare universitario, sono riassumibili nei sei punti seguenti:

Giacomo Leopardi tra scienza e letteratura

È poco noto, ma prima del greco Giacomo Leopardi ha incontrato le scienze. Dell'amore per l'astronomia, delle letture di fisica e chimica racconta il nuovo libro di Giuseppe Mussardo e Gaspare Polizzi, "L'infinita scienza di Giacomo Leopardi" (Scienza Express, 2019). La recensione di Valentina Sordoni.
Crediti: Carlo Raso/Flickr. Licenza: dominio pubblico

Basta un titolo per immaginare orizzonti sconfinati. Soprattutto se echeggia il bicentenario della poesia tra le più famose nella storia della letteratura italiana, nell’annus mirabilis di anniversari, tra arti e scienza tout court. Dei cinquecento dalla morte di Leonardo da Vinci, dei cinquanta dall’allunaggio, e dei centocinquanta della tavola periodica di Dmitrij Ivanoviĉ Mendeleev.

Lancet countdown: prognosi riservata per clima e salute globale

Dopo il recente appello degli 11.000 scienziati dell’Alliance of World Scientists, che forniscono 6 indicatori (o segni vitali) per consentire a tutti di ‘leggere’ e migliorare la salute delle risorse del pianeta, ora è il turno del Lancet Countdown, con l’aggiornamento annuale di 41 indicatori degli effetti dei cambiamenti climatici sulla nostra salute. Dal Regno Unito all’Austria, dagli USA alla Cina, i suggerimenti vengono dai ricercatori di trentacinque istituti scientifici nel mondo, università, agenzie di ricerca delle Nazioni Unite, Organizzazione Mondiale di Sanità. Nell'immagine, Harold Lloyd in “Safety Last”, 1923.

Dopo il recente appello degli 11.000 scienziati dell’Alliance of World Scientists, che forniscono 6 indicatori (o segni vitali) per consentire a tutti di ‘leggere’ e migliorare la salute delle risorse del pianeta, ora è il turno del Lancet Countdown, con l’aggiornamento annuale di 41 indicatori degli effetti dei cambiamenti climatici sulla nostra salute. Dal Regno Unito all’Austria, dagli USA alla Cina, i suggerimenti vengono dai ricercatori di trentacinque istituti scientifici nel mondo, università, agenzie di ricerca delle Nazioni Unite, Organizzazione Mondiale di Sanità. 

Ecco chi sono i ricercatori più citati (2008-2018)

Ed ecco l’attesa lista annuale dei ricercatori Highly Cited pubblicata oggi (19 novembre) da Clarivate Analytics. La lista comprende i ricercatori che nel periodo 2008-2018  hanno pubblicato il maggior numero di articoli molto citati ("Highly Cited Papers"), cioè articoli che si collocano nel primo 1% per cento al mondo per numero di citazioni. L'analisi è condotta distinguendo 21 diverse aree scientifiche: dalla medicina clinica alla fisica, dalla matematica alle scienze agrarie e così via.

La gestione dei rischi idraulici nel bacino del Po

Nel corso degli anni, il Po è stato protagonista di alluvioni catastrofiche, tanto che l'eventuale collasso di un suo argine è considerato l’evento di calamità naturale più grave in Italia dopo l’eruzione del Vesuvio. Armando Brath, professore di Costruzioni idrauliche all’Università di Bologna e presidente dell'Associazione Idrotecnica Italiana, spiega le ragioni del rischio, come gli argini fragili, ragionando sulla necessità di sviluppare una capacità di visione di insieme dei fenomeni e dei problemi: come diceva Einstein, infatti, "i problemi attuali non si possono risolvere perseverando con la stessa mentalità che ha contribuito a generarli". L'articolo è una anticipazione del numero speciale 505 di Italia Nostra dedicato al Po.

Crediti: Frittoli, Edoardo (2015-11-13). "13 novembre 1951. La catastrofe del Polesine". Panorama

I rischi idraulici possono ascriversi a tre categorie generali: il rischio di siccità, che può compromettere gli usi delle acque (potabile, irriguo, industria, energia), il rischio alluvionale e idrogeologico, che riguarda la difesa dalle acque in relazione a fenomeni quali piene e frane, e il rischio ambientale, legato alla tutela della qualità delle acque e degli habitat dall’inquinamento.

Qui Marte, abbiamo un problema…

Dal 2012, il rover Curiosity compie misurazioni della composizione atmosferica di Marte. Dai dati raccolti ne emerge uno interessante: durante la primavera e l’estate marziana si registra un anomalo aumento del 30% della quantità di ossigeno rispetto ai livelli previsti. Nel corso della stagione autunnale, poi, il livello di ossigeno ritorna ai suoi valori normali. È un comportamente che lascia perplessi i ricercatori, che stanno cercando di capire quale processo sia in grado di aggiungere ossigeno all’atmosfera nel corso della stagione calda e di sottrarlo rapidamente nei mesi successivi.
Autoscatto del rover della NASA Curiosity all’interno del cratere Gale. La foschia sullo sfondo, dovuta alla polvere sollevata da una tipica tempesta marziana, nasconde il fondo del cratere. Selfie come questo vengono realizzati combinando una serie di immagini catturate dal Mars Hand Lens Imager (MAHLI) di Curiosity. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Le misurazioni della composizione atmosferica che il rover Curiosity sta compiendo dal suo arrivo su Marte nell’agosto 2012 indicano che, durante la primavera e l’estate marziana, si registra un anomalo aumento del 30% della quantità di ossigeno rispetto ai livelli previsti. Nel corso della stagione autunnale, poi, il livello di ossigeno ritorna ai suoi valori normali. Il comportamento si ripete regolarmente ogni anno marziano e ha lasciato perplessi i ricercatori.