Risorse energetiche non rinnovabili


Uno dei test più semplici e più noti per valutare la propria acutezza visiva è quello di osservare Mizar, la seconda stella del timone del Grande Carro: se la vista è buona si riuscirà a scorgere che non si tratta di una, bensì di due stelle. L'esistenza di Mizar e della sua compagna Alcor era ben nota anche agli antichi osservatori della volta celeste. Nel 1617, su suggerimento di Benedetto Castelli, Galileo puntò il suo telescopio verso Mizar scoprendo che in realtà si trattava di una coppia di stelle: il sistema, insomma, non era doppio, bensì triplo.
Dopo anni di teorizzazione e messa in atto di guerre preventive da parte dell’Amministrazione Bush, il Presidente Obama ha avviato un processo di teorizzazione – e in parte, compatibilmente con i pesanti vincoli ereditati da Bush, di messa in atto – di una strategia di “pace preventiva”. L’assegnazione del premio Nobel per la Pace 2009 ad Obama suona appunto – secondo me – proprio come un riconoscimento di questo nuovo corso ed un invito al mondo intero a perseguirlo.
Storie di ordinario nepotismo a Roma Tre, narrate sul Sole24ore. Per limitare il numero di candidati al concorso l'università obbliga i candidati a presentare curriculum e lavori a mano. Poi vince il predestinato, as usual. Morale della favola: l'università è irriformabile dall'interno perché la riforma ha confermato se non accresciuto il potere ai rettori. Ed è irriformabile anche dal Ministero, che stante il blocco delle assunzioni a professore ordinario, a Rome Tre ha trovato risorse addirittura per due posizioni ("attese").
Giovanni Bignami è stato nominato, nell’elezione del 8 dicembre 2009, membro
straniero dell’Accademia delle Scienze dell’Institut de France, per la sezione Science de l’Univers.
L'Accademia
delle Scienze dell'Istituto di Francia, una tra le più antiche e
prestigiose istituzioni europee, riunisce studiosi francesi e
stranieri, scelti tra i più eminenti nel mondo. Allievo di Giuseppe Occhialini, Bignami è uno dei maggiori fisici italiani, attualmente professore di astrofisica allo Iuss
Quella che ha destato più sospetti è forse l’e-mail battuta al computer nel 1999 da Phil Jones, ricercatore della Climate Research Unit della University of East Anglia di Norwich, al suo collega americano Michael Mann, della Pennsylvania State University: ho utilizzato un “trick” – scriveva ‘inglese – per nascondere la diminuzione registrata in alcune serie di temperature.
Il testosterone aumenta l’aggressività solo perché siamo convinti che questa sia la sua azione.
E’ giunto a questa conclusione Ernst Fehr, economista dell’Università di Zurigo, che ha pubblicato il suo lavoro su Nature: «L’ormone in realtà serve solo a difendere la propria condizione sociale» spiega il ricercatore. «Ciò può comprendere in alcuni casi atteggiamenti violenti, ma anche altri comportamenti, che in molte situazioni sono anche più appropriati».