fbpx All | Page 40 | Scienza in rete

All

Far dire ai numeri quello che non dicono: i dati sull’eccesso di mortalità da Covid ancora usati a sproposito

i dati sull’eccesso di mortalità da Covid usati a sproposito

L'articolo pubblicato a giugno sul British Medical Journal Public Health ha scatenato controversie nel mondo scientifico per la sua analisi dei dati sull'eccesso di mortalità da Covid-19: gli autori suggeriscono che le misure di contenimento e le campagne vaccinali non abbiano funzionato, ma queste affermazioni sono frutto di cherry picking e interpretazione distorta dei dati.

If you torture the data long enough, it will confess to anything (se torturate i dati abbastanza a lungo potrete fargli dire qualsiasi cosa): è la celebre battuta di Ronald H. Coase, premio Nobel per l’economia nel 1991. Purtroppo anche nel mondo della ricerca capita di assistere a un uso distorto dei dati, cui si può far dire qualsiasi cosa. Quel che è successo con un articolo recente che riprendeva il tema dell’eccesso di mortalità da Covid-19.

Caldo e sicurezza sul lavoro: ricerca, adattamento e prevenzione

Caldo e sicurezza sul lavoro: ricerca, adattamento e prevenzione

L'aumento dell'intensità, frequenza e durata delle ondate di calore dovuto al cambiamento climatico ha un impatto significativo sulla salute, e le persone che svolgono lavori outdoor sono tra le più vulnerabili. Il progetto Worklimate, coordinato da Inail e dal CNR, sviluppa strumenti per la previsione del rischio caldo per prevenire infortuni e promuovere la sicurezza sul lavoro. 

L’incremento di intensità, frequenza e durata delle ondate di calore è uno degli effetti del cambiamento climatico più evidenti e il cui impatto sulla salute è più riconoscibile. La comunità scientifica ha ripetutamente dimostrato e discusso le conseguenze delle ondate di calore in termini di morbidità e mortalità nella popolazione, con particolare rilevanza nei segmenti di popolazione vulnerabili, tra cui vi sono certamente lavoratori e le lavoratrici impegnate in attività outdoor.

ChatGPT 5 e le frontiere dell’AGI

ChatGPT 5 e le frontiere dell’AGI

L'imminente uscita di ChatGPT-5 promette di trasformare ulteriormente il panorama della Generative AI con nuove funzionalità. Tuttavia, questo avanzamento tecnologico solleva importanti questioni, tra cui la possibilità che ChatGPT possa essere considerato un'intelligenza artificiale generale (AGI). Il dibattito sull'AGI include diverse definizioni e criteri di misurazione, ponendo domande sulla capacità delle AI di replicare l'intelligenza umana in maniera flessibile e versatile.

Stando alle recenti dichiarazioni di Sam Altman, CEO di OpenAI, l'uscita di ChatGPT-5 è imminente e il già tumultuoso mondo della Generative AI va incontro a una nuova trasformazione. Il cammino del chatbot di OpenAI, atterrato in modo dirompente sulla scena tecnologica il 30 novembre 2022, compie un ulteriore passo avanti in uno sviluppo che sembra senza fine.

Il taglio alle università, una doccia fredda sul Piano del rilancio della nostra ricerca pubblica

taglio fondi universita

Il Fondo di finanziamento ordinario delle università italiane per il 2024 subirà un taglio di circa mezzo miliardo di euro: il provvedimento potrebbe mettere a rischio la crescita e la sopravvivenza delle università statali italiane, nonostante il progresso registrato tra il 2019 e il 2023. Il Piano Amaldi-Maiani propone di integrare i fondi del PNRR con 6,4 miliardi di euro aggiuntivi dal 2024 al 2027 per mantenere gli investimenti nella ricerca pubblica al livello attuale, pari a circa lo 0,7% del PIL. Senza queste risorse aggiuntive, terminato il PNRR, molti ricercatori si troverebbero senza lavoro e costretti come molti loro colleghi a prendere la via dell’emigrazione.

Immagine di copertina creata con DALL-E

Brutte notizie per le università italiane, che si vedono tagliare per decreto il Fondo di finanziamento ordinario 2024 (FFO), un taglio che secondo la Conferenza dei rettori ammonta a circa mezzo miliardo di euro. «Il provvedimento – spiega il documento dei rettori – presenta notevoli elementi di criticità che, se confermati, rischiano non solo di arrestare l'evoluzione virtuosa del sistema universitario nazionale ma anche di mettere a rischio la sopravvivenza stessa dell'università statale italiana».

L’imaging cerebrale vede il sesso, ma anche il genere

Il sesso biologico e l'identità di genere sono rappresentati in reti neuronali diverse tra loro. Sono i risultati preliminari di una ricerca che ha esaminato quasi cinquemila preadolescenti nell’ambito di un ampio studio statunitense sullo sviluppo del cervello e la salute delle persone giovani. Obiettivo della ricerca è indagare in che modo l’appartenere a uno o l’altro sesso può influire sul presentarsi di diverse patologie neurologiche, e per farlo ha incluso anche i dati riferiti alle persone che dichiarano una diversa identità di genere, mettendo in luce differenze nelle reti neuronali. Con buona pace di chi non ci crede

La divaricazione rischia di farsi sempre più ampia: da una parte chi nega la potenziale distanza tra sesso e genere e preferisce parlare di una supposta “teoria del gender” e dall’altra il progredire degli studi sulle identità di genere che via via cercano di fare luce su come si origina questa identità e le eventuali incongruenze.

Vivere con le iene: un viaggio ad Harar

Le iene sono spesso considerate feroci e sleali, ma non nell'antica città di Harar, in Etiopia orientale. Qui girano indisturbate tra i vicoli di notte e gli abitanti offrono loro cibo, rendendole attrazioni turistiche. In La vita segreta delle iene, edito da Adelphi, l'antropologo Marcus Baynes-Rock racconta questa particolare relazione e i suoi incontri con le iene, offrendo una prospettiva del rapporto umani-selvatico che apre molti interrogativi. Ne parliamo con l’autore.

In copertina: Un uomo delle iene ad Harar. Crediti foto: Karoline.Piegdon/Wikimedia Commons Licenza: CC BY-SA 4.0 

Malgrado il suo titolo italiano, La vita segreta delle iene non è un trattato sul comportamento delle iene, ma un libro complesso che mescola etnografia, etologia e diario di campo. L’autore, Marcus Baynes-Rock, antropologo australiano, racconta in queste pagine l’esperienza vissuta quando si è trasferito ad Harar, antica città dell’Etiopia orientale, per raccogliere i dati per il suo dottorato.

Attenzione, c'è un salame nello spazio

Un salame nello spazio

Da Edizioni Dedalo è uscito Un salame nello spazio, divertente raccolta di scherzi a sfondo scientifico, burle architettate da scienziati, tecnici, divulgatori e riviste del calibro di Science e Nature. In questa versione per ragazzi e ragazze de Il pollo di Marconi, Vito Tartamella offre ai più giovani una lettura leggera e divertente, adatta anche sotto l'ombrellone, ma che sollecita la curiosità e stimola il senso critico. Immagine realizzata con ChatGPT.

Anche gli scienziati scherzano. Eccome! Del resto, spiega Vito Tartamella, autore di Un salame nello spazio e altri scherzi da scienziati (Edizioni Dedalo, 2024, 176 pagine, 16 euro), gli scienziati “hanno uno spirito fanciullesco e giocoso: infatti hanno scelto un lavoro che consiste nell’esplorare i segreti della natura, creare invenzioni o mescolare materiali di vario genere per ottenere composti nuovi”.

Capitalismo, quanto mi costi!

capitalismo

La trappola dell'efficienza è il nuovo libro degli economisti Pier Giorgio Ardeni e Mauro Gallegati, che prende atto delle cose buone del capitalismo criticandone però i fortissimi impatti ambientali e sociali. È un riassunto di quanto accaduto in economia fino alle attuali crisi, che vuole spogliarla dai vecchi stracci del pensiero mainstream e aggiornarla sulle sfide di oggi: clima, salute e guerre.

Immagine Pixabay

Negli ultimi anni, l’economia si sta facendo più “scientifica”. C’è, da parte degli economisti più ragionevoli, una maggiore attenzione alla verificabilità delle proprie teorie, un maggiore riguardo verso il mondo naturale e sociale circostante, altrimenti relegato a essere mera “esternalità”.

UNICEF: la povertà alimentare colpisce un bambino su quattro

Sono 181 milioni i bambini sotto i 5 anni che vivono in condizioni di grave povertà alimentare: è quanto  emerge dal nuovo rapporto Child Food Poverty: Nutrition Deprivation in Early Childhood dell'UNICEF, che ha  introdotto il concetto di povertà alimentare infantile per evidenziare la mancanza di accesso a una dieta nutriente.

Bambini, fame, denutrizione, sono tre parole che non vorremmo mai più sentire nella stessa frase, non nel 2024, e invece oggi nel mondo un bambino su quattro (181 milioni di bambini sotto i 5 anni) vive in condizioni di grave povertà alimentare nella prima infanzia. Vale a dire bambini che sopravvivono con uno o due gruppi di alimenti al giorno e alcune volte anche meno.

Dati FAIR e intelligenza artificiale nella digitalizzazione della ricerca scientifica europea

La digitalizzazione e l'IA offrono grandi opportunità per la ricerca scientifica, ma presentano anche rischi. Sarà importante garantire la qualità dei dati, la trasparenza degli algoritmi e la sovranità dei dati europei con il supporto costante delle istituzioni: i principi FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable) garantiscono che i dati siano gestiti correttamente.

Tra gli ambiti nei quali la digitalizzazione produce impatti dirompenti si colloca una specie peculiare di lavoro produttivo: la produzione di conoscenza. La tecnologia digitale ha impresso un ulteriore cambio di marcia a un’attività umana che già procedeva, da almeno due secoli, con tassi di crescita superiori a ogni altra. La quantità oggi disponibile di dati e pubblicazioni scientifiche non ha pari nella storia e continuerà a crescere a ritmi difficili da gestire in modo convenzionale.