fbpx All | Page 96 | Scienza in rete

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Il silenzio delle bestie e le parole degli stupidi

Gli animali sono muti? Da Aristotele a Heidegger, si è sempre detto così. Un filone di ricerche sempre più complesse ha negli ultimi decenni dimostrato il contrario. Si potrebbe pensare che la scienza abbia ridato la parola ai muti ma forse, più correttamente, si dovrebbe dire che la scienza ha trovato il modo di donare l’udito ai sordi, cioè, agli umani. La questione animale non è la questione animalista, o almeno non è solo questo. La questione animale ha a che fare con la capacità di una cultura di pensare la complessità. «Dobbiamo essere capaci - osserva la filosofa Elisabeth de Fontenay - di decostruire l'arroganza del carattere dell'uomo senza offendere l'umanità».

Nell'immagine: un passero dalla corona bianca, una delle specie nelle quali si possono osservare dialetti diversi tra una popolazione e l'altra. 

Si potrebbe dire degli animali quello che Nietzsche diceva dei libri (almeno di tutti quelli scritti prima di lui), e cioè che sono sospetti di apologia dell’umano. Parlare di animali è sempre stato il miglior viatico per parlare dell’essere umano, della sua differenza, della sua unicità. I viventi senza logos di Aristotele, le insensibili macchine cartesiane così come gli “esseri poveri di mondo” di Heidegger sono lo specchio di tutto quello che l’uomo non è e, in questo modo, il miglior modo per farsi un’idea su cosa debba autenticamente essere.

Omicron corre: fondamentali i richiami

A Londra Omicron sta mettendo in difficoltà gli ospedali. Nella settimana dal 6 al 12 dicembre il 23% dei pazienti arrivati in ambulanza negli ospedali hanno dovuto attendere 30 minuti per essere ammessi. Nello stesso periodo del 2019 e del 2020 questa percentuale era stata del 15% e 10% rispettivamente. Immagine di Number 10 / Flickr (CC BY-NC-ND 2.0).

Nell’aggiornamento pubblicato venerdì sulla diffusione della variante Omicron in Inghilterra, la UK Health Security Agency (UKSHA), l’agenzia di salute pubblica britannica, ha stimato che dei tamponi positivi effettuati il 14 dicembre, il 54,2% siano da attribuire alla variante Omicron. La situazione non è uniforme: Londra sembra essere più avanti del resto della nazione, con Omicron responsabile di più dell’80% dei nuovi contagi.

Parte DART, la nuova scommessa per la difesa spaziale da asteroidi e comete

Con il decollo dallo Space Launch Complex 4 East di Vandenberg (California) a bordo di un Falcon 9 inizia il viaggio della sonda DART verso il sistema asteroidale doppio di Didymos. Una missione incredibilmente importante, destinata a portare il concetto di Difesa planetaria a un livello superiore.

Crediti immagine: NASA / Bill Ingalls

Lo scorso 24 novembre, grazie a un Falcon 9 di SpaceX lanciato dalla base spaziale californiana di Vandenberg, la sonda DART della NASA ha iniziato la sua cavalcata spaziale. L’obiettivo della missione è quello di verificare la nostra capacità di reagire all’eventuale minaccia di un oggetto spaziale che punta verso il nostro pianeta modificando la sua orbita. Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre 2022, a 11 milioni di chilometri dalla Terra, la sonda si schianterà sul piccolo satellite Dimorphos abbassando l’orbita che percorre intorno all’asteroide Didymos.

L'ingerenza dell'industria del tabacco nelle politiche pubbliche in Italia

Il Global Tobacco Industry Interference Index 2021 mostra che l’Italia è tra i Paesi in cui le politiche relative al tabacco sono più esposte all’interferenza dell’industria: in quest'articolo, il Gruppo Italiano del Global Tobacco Industry Interference Index ne illustra punto per punto le motivazioni.

Crediti immagine: Pubblicità di sigarette, anni 70.

Nel mese di novembre, il terzo Global Tobacco Industry Interference Index relativo all’anno 2021 ha rilevato che l’Italia, con 79 punti su 100, è tra i Paesi in cui le politiche relative al tabacco sono più esposte all’interferenza dell’industria. In questa biasimevole classifica, il nostro Paese è preceduto solo dalla Repubblica Dominicana (96 punti su 100), la Svizzera (92) e il Giappone (88).

Per salvarci rendiamo i vaccini anti-Covid beni pubblici globali

Su un punto la scienza è molto chiara: nessuno si salva da solo. E la variante Omicron, identificata in Sudafrica, ci ricorda una volta di più che la risposta per contenere e frenare la pandemia deve essere davvero globale e garantire l'equità nell'accesso e nella distribuzione del vaccino.

Crediti immagine: Diana Polekhina/Unsplash

Il 1° dicembre 2021, i 194 paesi membri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno raggiunto un consenso per negoziare una convenzione internazionale al fine di rafforzare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie. Una conclusione passata un po’ sotto silenzio, eppure è significativo che l'OMS abbia raggiunto questa decisione in occasione della Giornata mondiale contro l'HIV/AIDS.

Tutti i colori del carbonio

Nella pratica del laboratorio chimico, il termine ‘viraggio’ si riferisce al cambiamento di colore di una soluzione quando uno dei suoi componenti, detto ‘indicatore’, aggiunto in quantità minima alla stessa, passa da una forma chimica a un’altra. La trasformazione è dovuta alla variazione di composizione del sistema a seguito, per esempio, di una reazione che ne altera repentinamente il pH oppure il potenziale redox.

Cosa sappiamo su Omicron, e cosa possiamo aspettarci

Lo scorso venerdì l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha designato la variante B.1.1.529 del SARS-CoV-2 come variant of concern, variante preoccupante e gli ha assegnato la lettera greca Omicron. È stata rilevata per la prima volta in una manciata di campioni prelevati l’8 novembre nella provincia del Gauteng in Sudafrica, dove è in corso un rapido aumento dei casi. Oltre all’accelerazione del contagio, la variante preoccupa per il gran numero di mutazioni presenti nel  suo genoma, più di 50.