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Silvia Mancini

Silvia Mancini ha lavorato con Medici Senza Frontiere (MSF) e con Epicentre in diversi Paesi a risorse limitate impegnata sia in progetti di ricerca sia in investigazione delle epidemie, inchieste nutrizionali e di mortalità retrospettiva. Attualmente è basata a Roma, presso la sede di MSF in Italia, si occupa di advocacy ed è particolarmente focalizzata sulle questioni di accesso alle cure e dell'azione umanitaria. Più di recente è stata coinvolta nella risposta all’epidemia di Covid-19 realizzata da MSF in Italia. Ha conseguito un master in salute pubblica presso la London School Hygiene Tropical Medicine.

Contro il nazionalismo vaccinale ancora soltanto proposte

Si riunisce in questi giorni l’Assemblea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per discutere sulla lotta alla pandemia e su come fronteggiare le crisi sanitarie globali del futuro. Ma non può esserci un reale contenimento della pandemia fino a quando il vaccino non avrà una copertura globale. Eppure, a oggi solo lo 0,3% dei vaccini è stato distribuito nei paesi più poveri, e manca una reale intenzione di trasferimento di brevetti e know-how.

Il Global Health Summit (il vertice mondiale sulla salute, che ha riunito virtualmente il G20 con lo scopo di discutere sulle risposte all’emergenza Covid-19) si è appena concluso con roboanti dichiarazioni di nuovi impegni economici da parte dei paesi più ricchi e piani di cooperazione per affrontare l’emergenza pandemica in corso.