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Il pianeta fantasma

In un articolo pubblicato a ottobre su Nature Astronomy, gli astronomi annunciano la scoperta di un possibile nuovo pianeta. Si tratta di una scoperta importante, ma accompagnata da qualche lecita perplessità: per esempio, come scrive l'astrofisico e divulgatore Ethan Siegel, oltre alla mancanza della seconda rilevazione del transito (indispensabile per confermare la presenza di un oggetto planetario scoperto con il metodo dei transiti) bisogna considerare l’estrema variabilità del segnale X della sorgente; vi sono inoltre alcune considerazioni di natura metodologica.

Nell'immagine: la Galassia Vortice ottenuta componendo le riprese nel dominio X del telescopio spaziale Chandra e quelle in luce visibile del telescopio spaziale Hubble. Il riquadro indica la posizione del possibile pianeta individuato da Rosanne Di Stefano e collaboratori. Crediti per le riprese X: NASA / CXC / SAO / R. Di Stefano et al. – Per le riprese in luce visibile: NASA / ESA / STScI / Grendler

Benché le scoperte di pianeti intorno ad altre stelle non facciano quasi più notizia, l’annuncio di un nuovo possibile pianeta pubblicato a fine ottobre deve a pieno titolo essere evidenziato. Non tanto per la tecnica impiegata per la sua scoperta, quanto perché il candidato pianeta si trova in una galassia a 28 milioni di anni luce di distanza dalla Terra. Importante scoperta, ma accompagnata da qualche lecita perplessità.

Comunicare ambiente e salute: le sfide aperte

Webinar Comunicare ambiente e salute, la presentazione del primo libro della collana "PiGreco. Clima, Ambiente, Salute" di ETS dedicata a Pietro Greco. Un dialogo con i curatori e molti degli autori del libro, e moderato da Maria Luisa Clementi (Epidemiologia & Prevenzione) e Jacopo Mengarelli (Scienza in rete).

 

I medici curino tutti allo stesso modo, anche i no-vax ideologici

La negazione della pericolosità dell'epidemia da SARS-CoV-2, il convincimento del suo utilizzo al fine di controllare i cittadini e il conseguente rifiuto del vaccino, sono stati oggetto, fin dal loro primo manifestarsi, di analisi psicologiche e psicoanalitiche, già riportate su queste pagine.

Alla ricerca di un modo intelligente per usare le terre rare senza distruggere il pianeta

Le terre rare sono un gruppo di elementi chimici fondamentali per il funzionamento di molti dispositivi elettronici, ma sono anche al centro della geopolitica internazionale e simbolo di come l’economia dovrà cambiare in futuro.

Crediti immagine: Wikipedia. Licenza: pubblico dominio

All’interno dei nostri telefonini c’è una vera e propria miniera d’oro. Anzi, di terre rare. Si tratta di elementi fondamentali nella nostra vita, presenti praticamente ovunque nei dispositivi elettronici che ci circondano: si trovano nelle tecnologie utilizzate per le comunicazioni, i trasporti, l’energia e persino la medicina. Sono poco conosciuti ai più, ma negli ultimi anni stanno diventando sempre più presenti nel dibattito pubblico e oggetto di contesa internazionale, arrivando a influenzare la politica e le azioni militari.

Controllare l'epidemia: meglio convincere chi non è vaccinato o puntare sulla terza dose?

Le decisioni di sanità pubblica e le conseguenti raccomandazioni alla popolazione generale devono essere guidate da obiettivi misurabili e dalla valutazione del percorso più efficiente per raggiungerli.  Anche le decisioni in merito alle vaccinazioni contro Covid-19 devono seguire gli stessi principi ed è quindi necessario cercare di stimare quali siano le azioni prioritarie o più vantaggiose per prevenire il maggior numero di casi, di ricoveri e di decessi. 
 

Sono i vaccini la causa delle varianti di Sars-CoV-2? Risponde la Società Italiana di Biologia Evoluzionistica

Riportiamo il position paper della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica che approfondisce alcuni aspetti dell’evoluzione del virus e delle sue varianti, spiegando perché i vaccini non sono la causa della loro comparsa.

Crediti immagine: Ivan Diaz/Unsplash

Recentemente si è dibattuto molto sulla domanda: “le varianti di Sars-CoV-2 sono causate dai vaccini?”. Trattandosi di una questione di natura evoluzionistica, vorremmo fornire il punto di vista imparziale della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica (SIBE), che riunisce gli evoluzionisti italiani. La risposta breve è no, i vaccini non causano le varianti. Ma per capire il perché è necessario approfondire alcuni aspetti dell’evoluzione del virus e delle sue varianti.

COP26, un altro (piccolo) passo avanti

Siamo stati entrambi alla COP 26 di Glasgow passandoci il testimone: uno di noi (Giorgio) la prima settimana, l’altro (Luca) la seconda. Le nostre prime impressioni coincidono: è stata una COP importante, molto partecipata, e che aumenta la consapevolezza dell’urgenza della sfida climatica e della necessità di prenderla sul serio tutti insieme, come collettività internazionale.

Parlare di scienza su Instagram, rimanendo centrati sull'utente

Attraverso i social è possibile fare ottima comunicazione della scienza. Ma come evitare di amplificare i lati critici per esempio di Instagram, di cui hanno parlato alcuni studi e inchieste?

Crediti immagine: NeONBRAND/Unsplash

Un’inchiesta del Wall Street Journal ha scatenato un forte dibattito sul ruolo dei social network in rapporto alla salute mentale di chi li frequenta. Attraverso un’attività di giornalismo investigativo che parte dall’esame di materiale condiviso solo internamente da Facebook, è emerso come l’azienda sia da tempo a conoscenza dell’impatto negativo che riguarderebbe in particolar modo Instagram e colpirebbe soprattutto bambini e adolescenti.