Curiosity è su Marte
Dopo otto mesi di cavalcata spaziale e quegli interminabili sette minuti di puro terrore nei quali la sonda ha dovuto bruscamente rallentare la sua folle corsa, Curiosity si è felicemente posato sul suolo di Marte.
Dopo otto mesi di cavalcata spaziale e quegli interminabili sette minuti di puro terrore nei quali la sonda ha dovuto bruscamente rallentare la sua folle corsa, Curiosity si è felicemente posato sul suolo di Marte.
Alle 7.31 - ora italiana - la sonda della NASA Curiosity si è posata sul suolo di Marte, dopo un viaggio di otto mesi e più di 560 milioni di chilometri percorsi. Ci sono voluti 7 minuti di manovra per rallentare dai 21.000 chilometri orari di velocità fino a poggiare sulla superficie marziana, centrando il punto più interessante per poter cercare tracce di fossili, il Crater Gale.

Ai giochi olimpici di Saint Louis del 1904 la medaglia per la maratona se la aggiudicò l'americano Thomas Hicks che riuscì a battere stanchezza, caldo e umidità grazie ad un cocktail dietetico a base di solfato di stricnina, uova e brandy. A fine corsa, ci vollero quattro medici per rimetterlo in piedi. Ad oltre un secolo di distanza, in occasione del nuovo appuntamento olimpico in corso a Londra, la comunità medico-scientifica e quella sportiva ancora dibattono su quella che oggi potremmo definire l'etica
Assorbire i raggi infrarossi per convertirli in energia elettrica è la nuova sfida per il fotovoltaico di ultima generazione. Un contributo interessante, che promette una svolta anche a livello commerciale, arriva dai ricercatori del dipartimento di Ingegneria e Scienza dei Materiali dell'Università della California di Los Angeles (UCLA). In California, infatti, stanno mettendo a punto una nuova classe di celle solari, realizzate a partire da materiali polimerici, con caratteristiche inedite.
I fondali marini non smettono mai di stupire. Due video inediti, girati da ricercatori dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) impegnati nel monitoraggio della biodiversità marina tirrenica, rivelano la presenza di specie sempre più rare nel Mediterraneo. L’occhio del ROV (Remotely Operative Vehicle), robot installato sulla nave oceanografica “Astrea”, è arrivato fino a