Da un’aula di Tribunale agli ultimi terremoti padani
12 gennaio 2011
12 gennaio 2011
Carlo Alberto Redi, biologo e docente all'Università di Pavia, accademico dei lincei, ci parla del virus H5N1. Un'introduzione alla vicenda della realizzazione del supervirus, le implicazioni etiche e i problemi legati alla diffusione dei risultati della ricerca.
Osservazioni effettuate con il telescopio spaziale Hubble hanno permesso di chiarire la struttura di un esopianeta distante 40 anni luce: sarebbe composto per gran parte di acqua e avvolto da una spessa coltre di vapore. Scoperto nel 2009 dal team del progetto MEarth di David Charbonneau, il pianeta extrasolare GJ1214b aveva mostrato fin dai primi studi un’anomala abbondanza d’acqua. Restava però il dubbio se all’origine di quella rilevazione potesse semplicemente esservi un’atmosfera particolarmente nebbiosa.
In un recente convegno sull’efficienza energetica il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha fatto delle affermazioni che valgono la pena di essere evidenziate e ricordate: “dobbiamo incentivare tutto quello che si può incentivare in ricerca, innovazione e sviluppo”, “non rappresentano uno spreco di risorse. Possiamo dire però che probabilmente c’è stato uno spreco di risorse legate agli incentivi che hanno privilegiato i consumi finali e non gli investimenti”.
Balzan Lecture
Serata organizzata con la Fondazione Internazionale Balzan “Premio”
Introduce (Convenor): Salvatore Veca, Fondazione Balzan
Perdita di biodiversità: tre numeri, due concetti, un'ipotesi
Ilkka Hanski
Univeristy of Hesinki, Finland
Il nostro è un pianeta limitato, reale negli spazi come nelle risorse, ed entrambi vanno progressivamente esaurendosi mentre la popolazione è in crescita continua. Questa è la tesi esposta nel libro Prosperità senza crescita di Tim Jackson, Edizioni Ambiente pubblicato nel 2009, col titolo in inglese Prosperity without growth: Economics for a finite planet, dove il termine finite
Secondo un team di ricercatori, l'assenza di fenomeni vulcanici sulla Luna potrebbe dipendere dalla composizione chimica del magma, troppo ricco di titanio e dunque troppo pesante per affiorare in superficie.
Il caso del virus mutato H5N1 ha riaperto il dibattito sul pericolo che un agente biologico possa essere adoperato come arma di distruzione di massa. Se qualcuno però ritiene che il bioterrorismo sia solo una conseguenza dello sviluppo che le scienze biologiche e mediche hanno avuto nell'ultimo secolo e in particolare negli ultimi decenni, compie un grave errore. L’utilizzo di patogeni in attività belliche è documentato sin dall’età classica.