Osservazioni effettuate con il telescopio spaziale Hubble hanno permesso di chiarire la struttura di un esopianeta distante 40 anni luce: sarebbe composto per gran parte di acqua e avvolto da una spessa coltre di vapore. Scoperto nel 2009 dal team del progetto MEarth di David Charbonneau, il pianeta extrasolare GJ1214b aveva mostrato fin dai primi studi un’anomala abbondanza d’acqua. Restava però il dubbio se all’origine di quella rilevazione potesse semplicemente esservi un’atmosfera particolarmente nebbiosa.
Per venire a capo di quel dubbio, il team coordinato da Zachory Berta (Center for Astrophysics) ha messo in campo il telescopio spaziale Hubble analizzando con la Wide Field Camera 3 il transito di GJ1214b davanti alla sua stella, una nana rossa della costellazione di Ofiuco. Lo studio dello spettro dell’atmosfera del pianeta, che verrà pubblicato su Astrophysical Journal, ha permesso di chiarire che il modello più consono era quello che prevedeva una densa atmosfera di vapore acqueo.
Anche al di sotto di quello spesso guscio, però, si deve ipotizzare una massiccia presenza d’acqua. Dalle dimensioni e dalla massa del pianeta, infatti, si è potuto valutarne la densità, risultata di circa due grammi per centimetro cubo. Un valore che si può spiegare ipotizzando che gran parte del pianeta debba essere costituita d’acqua. Le elevate pressioni e l’alta temperatura (GJ1214b orbita a soli 2 milioni di distanza dal suo Sole), però, fanno sì che quell’acqua possa assumere forme davvero esotiche, sostanze completamente estranee alla nostra esperienza quotidiana.
Oltre alle tipologie di pianeti attualmente riconosciute (quelli rocciosi di tipo terrestre, quelli gassosi come Giove e quelli ghiacciati come Urano e Nettuno), ora si dovranno dunque mettere in conto anche questi nuovi mondi costituiti per gran parte di acqua liquida. Tra gli esopianeti, insomma, le sorprese proprio non mancano.
Hubble - CfA - Research paper
