All
La cattura di una supercella

L'acqua nella Green Economy
Il concetto di green economy è ancora in attesa di una precisa e condivisa definizione. L’UNEP (United Nations Environment Programme) la descrive come un sistema economico in grado di migliorare il benessere umano e l’equità sociale, riducendo al tempo stesso i rischi ambientali e l’esaurimento delle risorse:
“Nella sua espressione più semplice, una green economy può essere considerata come un’economia che comporti basse emissioni di CO2, un uso efficiente delle risorse e inclusività sociale.”
535 reazioni in una app
Chemistry By Design è una app per iOs e Andorid (ma è anche una webapp) che consente di conoscere o ripassare tutti i passaggi necessari alla sintesi di una molecola. La presenza di numerosi quiz consente anche di mettere alla prova le proprie conoscenze.
Più petrolio di quanto si pensi
Un ampio rapporto di Leonardo Maugeri del Belfer Centre for Science and International Affairs, pubblicato dall’Università di Harvard, dimostra che, da un punto di vista puramente fisico, ci sono enormi volumi di petrolio convenzionale e non convenzionale ancora da sviluppare, tali da garantire una “rivoluzione” della produzione mondiale entro il 2020.
Individuato nuovo gene del riso
Ricercatori dell'Institute of Genetics and Development Biology dell'Accademia delle Scienze di Beijing in Cina, sono riusciti ad individuare un nuovo gene del riso, studiando in particolare la qualità pakistana basmati, che promette di migliorare sia la qualità che la quantità delle coltivazioni. Il team, guidato da Xiangdong Fu, ha potuto constatare che la qualità del chicco di rismo basmati - notoriamente più elevata rispetto ad altri tipi di riso - è
Metodo Zamboni, via al reclutamento
Rassegna stampa 25 luglio 2012
Un'idea per salvare gli atenei da inefficienza e clientelismi
Mutazione genetica come difesa
Un gruppo di ricerca islandese ha identificato una rara mutazione genetica che protegge dallo sviluppo dell’ Alzheimer e dal declino cognitivo correlato all’età. Gli ultimi risultati, pubblicati sulla rivista Nature, mostrano infatti come il gene che codifica per la proteina precursore beta-amiloide(APP) svolge un ruolo essenziale nella formazione di placche di proteine amiloidi nel cervello dei malati di Alzheimer.