Clima, e adesso mister Trump?
"Evidence for a changing climate abounds, from the top of the atmosphere to the depths of the oceans".
"Evidence for a changing climate abounds, from the top of the atmosphere to the depths of the oceans".
Lo spartiacque si colloca nel 1980: i nati dopo questa data sono “nativi digitali”, aborigeni del computer e di internet, quelli nati prima sono “immigrati digitali” e sono destinati a restare per sempre stranieri in un territorio alieno fondato sull’informatica.
Il ricordo della distruzione atomica di Hiroshima e Nagasaki e della strage dei loro abitanti tocca profondamente l’animo di ciascuno, ma non deve ridursi a una commemorazione di un tragico segno della crudeltà della guerra e dell’inumana potenza distruttrice delle nuove armi. Questo evento deve farci razionalmente esaminare la situazione attuale e i rischi cui gli attuali sistemi nucleari stanno esponendo tutta l’umanità e incalzarci ad azioni per il loro superamento.

Immagini rappresentative (da destra verso sinistra) di zigoti in cui è stata iniettata la proteina Cas9 legata all'RNA guida, embrioni contenenti ciascuno otto cellule, blastocisti. Le immagini sono tratte dall'articolo Correction of a pathogenic gene mutation in human embryos pubblicato su Nature il 3 agosto 2017.
L’editing genetico, a quanto pare, ha funzionato. In 42 embrioni umani su 58, grazie alla tecnica CRISPR/Cas9, il DNA è stato riscritto nel punto giusto e la mutazione responsabile della cardiomiopatia ipertrofica, una malattia del cuore, è stata corretta. L’annuncio è stato dato lo scorso giovedì 3 agosto su Nature da un gruppo di genetisti americani e ha fatto, immediatamente, il giro del mondo. Sgombriamo subito il campo da ogni equivoco.
Leggere le memorie di un maestro di scienza, per tanti fisici come me, nonché amico, è occasione di profonde emozioni (Roberto Fieschi, Sul filo della musica – Ricordi e riflessioni di un vecchio fisico, Stampeditore, 2017, pp. 236, € 14,90).
Ventitremila geni che interagiscono fra di loro, generando una rete migliaia di diversi stati di attività. Rete che a sua volta è attiva in tutte le migliaia di miliardi di cellule che compongono il nostro organismo, anch’esse impegnate in un’intesa interazione fra di loro. Il risultato è un sistema complesso, nel quale la relazione fra l’informazione genetica e i vari fenotipi che caratterizzano l’individuo è tutt’altro che lineare, condizionata dal fatto che i suoi singoli componenti non sono indipendenti l’uno dall’altro, ma immersi in una rete di interazioni reciproche.
Il numero di docenti e ricercatori in geofisica nelle università italiane sta raggiungendo la soglia critica per la sopravvivenza della geofisica in Italia. La disciplina – o meglio, la massa critica per un settore di ricerca all’avanguardia – rischia di scomparire. L’allarme lo lancia Aldo Zollo, geofisico e ordinario di Sismologia presso l’Università Federico II di Napoli: una dei due soli atenei in cui questo rischio è scongiurato.
Nella lingua inglese, l’“elefante nella stanza” è una verità che, per quanto ovvia e appariscente, viene ignorata o minimizzata: un pachiderma accoccolato nel salotto non rappresenterebbe solamente un evento insolito ma un fenomeno impossibile da ignorare se voi foste gli inquilini. Eppure, i miliardi di persone seduti sulla poltrona planetaria negli ultimi decenni hanno negato la presenza e la crescita serrata del nostro personale pachiderma demografico.
“There's Plenty of Room at the Bottom”, ossia “c'è un sacco di spazio giù in fondo”, è il titolo della brillante e provocatoria lezione che Richard Feynman (Premio Nobel per la fisica nel 1965) tenne a Los Angeles nel 1959 davanti ad una cinquantina di incuriositi studenti liceali. Lezione in cui per la prima volta si ipotizzò una diretta manipolazione dei singoli atomi.
Due ricercatori italiani, l’astrofisico Fabrizio Tamburini e il fisico teorico Ignazio Licata, teorizzano un modello di oscillazione stellare [Can the periodic spectral modulations of the 236 SETI candidate Sloan Survey stars be due to Dark Matter effects? in: arXiv:1611.02586]. che rivela la presenza degli elusivi assioni, componenti della dark matter all’interno di stelle con modulazione periodica estremamente regolare nello spettro. [Ndr]