Le notizie di scienza della settimana

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Money for ideas. Credit: Chiara Sabelli / Flickr. Licenza: CC BY-NC-SA 2.0.

La nuova CRISPR, base per base

Due nuove versioni del metodo di editing genetico CRISPR sono state pubblicate il 25 ottobre su Nature e Science. La prima interviene sulla singola base del DNA riuscendo a indurre il cambiamento di una coppia A-T in una coppia G-C. Le mutazioni di G-C in A-T sono alla base di decine di migliaia di patologie genetiche. L'articolo pubblicato su Science invece riguarda una tecnica di editing dell'RNA e dunque produce modifiche transitorie nella sintesi delle proteine interessate all'interno delle cellule. [Scienza in rete; Laura Mosca] 

Il metodo utilizzato per modificare singole basi nel DNA era stato introdotto per la prima volta nel maggio del 2016, quando David Liu e i suoi collaboratori avevano dimostrato di saper disattivare l'enzima Cas9 per evitare il taglio della doppia elica del DNA equipaggiandolo di un altro enzima in grado di convertire la citosina (C) in una molecola di uridina (U). Tuttavia la procedura era efficace solo su DNA isolato, non all'interno delle cellule. [Nature; Heidi Ledford] 

La tecnica di editing puntuale dell'RNA si basa invece sui precedenti lavori del gruppo coordinato da Feng Zhang, che all'inizio di ottobre ha pubblicato su Nature la scoperta dell'enzima Cas13 come forbice molecolare dell'RNA, l'analogo dell'enzima Cas9 per il DNA. Feng Zhang, ricercatore cinese naturalizzato americano, è uno dei protagonisti della battaglia legale sull'attribuzione del brevetto CRISPR tra il Broad Institute e l'Università di Berkeley. [CRISPeRmania; Anna Meldolesi] 

Intelligenze artificiali da maneggiare con cautela

Durante la 'International Joint Conference on Artificial Intelligence', che si è tenuta a Melbourne a fine agosto, più di 100 imprenditori del settore della robotica e dell'intelligenza artificiale hanno sottoscritto una lettera rivolta alla comunità internazionale affinché vigili sulla non proliferazione delle armi autonome. Il movimento di opinione contro la diffusione di questo tipo di armi è nato nel 2012 con la campagna 'Stop killer robots' dell'ONG Human Rights Watch ed è proseguito nel 2015 con un appello analogo firmato da oltre 20 mila ricercatori. La lettera aperta degli imprenditori, per quanto capace di influenzare l'opinione pubblica, manca di alcuni elementi fondamentali per sviluppare strumenti giuridici efficaci. Questa l'opinione di Daniele Amoroso, docente di diritto internazionale all'Universitò di Cagliari, e Guglielmo Tamburrini, esperto di roboetica dell'Università Federico II di Napoli. [Scienza in rete; Daniele Amoroso e Guglielmo Tamburrini] 

Nei processi di selezione del personale le grandi aziende ricorrono sempre più spesso a sistemi computerizzati per analizzare le candidature. Questi sistemi garantiscono una maggiore efficienza, in termini di costi e di tempo, ma hanno dei limiti. Si tratta infatti di algoritmi di machine-learning che apprendono dai dati storici della compagnia. Il rischio è quindi che apprendano anche i pregiudizi di coloro che fino a quel momento hanno gestito le procedure di assunzione. [Harvard Business Review; Gideon Mann e Cathy O'Neil] 

Sono ormai numerose le mega-collaborazioni che lavorano alla simulazione computerizzata del cervello. Ma raggiungeranno gli obiettivi che si sono prefissate? Secondo Yves Frégnac, direttore della 'Unité de Neuroscience, Information et Complexité' del CNRS, l'approccio 'industriale' e 'data-driven' allo studio delle neuroscienze non ha portato i risultati sperati, sottraendo risorse ai progetti di dimensioni più piccole. C'è bisogno di rivedere l'agenda di ricerca in questo settore. [Science; Yves Frégnac] 

Etica della scienza / Politica del ricerca

La scorsa settimana Science ha pubblicato la lista dei 10 ricercatori più influenti nel campo delle bioscienze secondo Semantic Scholar. Si tratta di un motore di ricerca di pubblicazioni scientifiche animato da un'intelligenza artificiale in grado di identificare le citazioni particolarmente significative, quelle che hanno dato impulso a una certa linea di ricerca. Un obiettivo molto ambizioso e infatti non mancano le critiche e sono ben noti alcuni bug, veri e propri difetti tecnici dell'algoritmo. [Scienza in rete; Cristina Da Rold] 

La quota premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario delle Unversità ha toccato quota 1,4 miliardi di euro nel 2016, ed è destinata a crescere ancora. Viene assegnata in base al merito, misurato con i criteri stabiliti dall'ANVUR, l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Ma cosa ne pensano i ricercatori italiani? L'inchiesta di Report 'Per una fetta di torta', andata in onda il 30 ottobre su Rai 3. [Report, Rai 3; Giulia Presutti] 

La maggior parte dei sistemi di valutazione della ricerca giudicano la qualità di un lavoro sulla base della rivista scientifica su cui è stato pubblicato, promuovendo un concetto di 'eccellenza' molto ristretto. Questo approccio premia i lavori in lingua inglese prodotti negli Stati Uniti e in Europa e in particolare quelli che rispondo alle necessità delle industrie e dei principali stakeholder in queste aree geografiche. Allo stesso tempo penalizza le ricerche pubblicate in lingue diverse dall'inglese e rivolte agli interessi delle comunità locali dei Paesi in via di sviluppo, fondamentali per costruire uno sviluppo sostenibile per la società e l'ambiente. [LSE Impact Blog; Diego Chavarro, Ismael Ràfols] 

Miscellanea

Nulla di fatto in Europa sul fronte del glifosato. Il voto del 25 ottobre da parte degli Stati membri dell'Unione Europea non ha raggiunto la maggioranza ed è stato quindi rimandato. La controversa vicenda dell'utilizzo del glifosato come pesticida in agricoltura sintetizzata nell'infografica di Le Monde. [Le Monde; Elisa Bellanger, Romain Imbach e Paul Pichot] 

In un sondaggio effettuato dal Pew Research Center lo scorso giugno negli Stati Uniti, il 60% degli intervistati ha dichiarato che dovrebbe essere lo stato federale a offrire l'assistenza sanitaria di base. Mentre Trump minaccia l'Affordable Care Act di Obama, grazie al quale dal 2013 a oggi i residenti USA senza alcuna assistenza medica sono scesi dal 15% al 9%, sono in discussione due proposte di legge per rendere universale il sistema sanitario. Il commento dell'economista Henry J. Aaron sul New England Journal of Medicine. [New England Journal of Medicine; Henry J. Aaron] 

Inaugurato l'esperimento CUORE presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Si tratta del più grande rivelatore criogenico mai costruito per lo studio dei neutrini, le particelle più elusive che conosciamo. Studierà le loro proprietà con l'obiettivo di determinarne la massa ma anche di dimostrare la loro eventuale natura di particelle di Majorana, fornendo una possibile spiegazione alla prevalenza della materia sull’antimateria nell’universo. [INFN; Ufficio Comunicazione] 

altri articoli

Le notizie di scienza della settimana #107

Il nuovo Report dell’Ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità “Healthy, prosperous lives for all: the European Health Equity Status Report” fa il punto sulle disuguaglianze di salute in Europa. In sintesi, il gap di salute fra ricchi e poveri si riduce meno dell’atteso. In termini di speranza di vita alla nascita, la differenza media è di 3,9 anni nelle donne (speranza di vita media 82 anni; intervallo: 78,1-86) e di 7,6 anni negli uomini (speranza di vita media 76,2 anni; intervallo: 3,4-15,5). L’Italia (e altri paesi come Grecia e Portogallo) ha i valori più alti di speranza di vita, segno che i fattori protettivi come dieta e coesione sociale riescono a contrastare i fattori di rischio e la presente stagnazione economica. Buona anche la performance dell’Italia nella sopravvivenza libera da malattie. Riconoscendo l’importanza di agire direttamente sui determinanti sociali della salute, l’OMS misura l’effetto di 8 politiche sulla riduzione delle differenze di salute fra classi sociali: (1) aumento di 1.000 dollari del PIL pro capite; (2) riduzione delle disuguaglianze di reddito; (3) riduzione del tasso di disoccupazione; (4) riduzione delle spese private per la salute; (5) aumento delle spese di protezione sociale; (6) aumento del finanziamento del sistema sanitario pubblico; (7) aumento della spesa pubblica in politiche del lavoro; (8) aumento della spesa pubblica nelle abitazioni e condizioni di vita. L’aumento del reddito pro capite è l’unico parametro a non avere effetto sulla disuguaglianze, mentre le politiche del lavoro e le condizioni di vita e abitative hanno l’effetto massimo.

Cronache della ricerca

Gli italiani si classificano terzi fra i vincitori degli starting grant dell’European Research Council, il bando più competitivo dell’Europa dedicato ai giovani ricercatori. Bene quindi per gli italiani (benché in discesa rispetto al bando 2018, dove si erano classificati secondi dietro la solita Germania). Male invece per l’Italia, che vede la maggior parte dei suoi ricercatori primeggiare in università e centri di ricerca all’estero.