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L’industria americana della conoscenza

Non c’è dubbio, con 303 miliardi di dollari spesi nel 2011 in ricerca scientifica e sviluppo (R&S), l’industria degli Stati Uniti d’America si conferma come il principale polo di innovazione al mondo. Basti pensare che la spesa delle imprese americane nel 2011 ha rappresentato il 71% degli investimenti complessivi in R&S degli Stati Uniti. E risulta di poco inferiore alla spesa totale dei due paesi che, dopo gli Stati Uniti, investono di più in R&S: la Cina (175 miliardi di dollari) e il Giappone (152 miliardi di dollari).

I suoni della Belle Époque

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Avete mai pensato di poter rivivere l’atmosfera dell’Esposizione Universale di Parigi del 1889, quella per cui fu costruita la torre Eiffel? Grazie al lavoro di Patrick Feaster, ricercatore all’Indiana University di Bloomington, Stati Uniti, e dei colleghi della FirstSounds potrà probabilmente diventare possibile, almeno per quanto riguarda i suoni, come racconta Science nel numero del 20 gennaio 2012.

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Teoria della mente nelle scimmie

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Conoscere il proprio pubblico è fondamentale: nessuno parlerebbe di relatività generale ai bambini dell’asilo. Uno studio pubblicato recentemente sulla rivista Current biology suggerisce che anche gli scimpanzé possiedono la capacità di comprendere cosa sappia e cosa non sappia il pubblico che si trovano davanti e agiscano di conseguenza.

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iTunes U parte da Pisa

ITunes U è un innovativo sistema di distribuzione di materiale didattico targato Apple: intere lezioni universitarie, corsi di lingua, film, audiolibri… L’Università degli Studi di Pisa ha un suo portale ITunesU, seguendo l’esempio di atenei stranieri l’ateneo toscano ha introdotto nel nostro Paese un metodo di diffusione della didattica che ambisce a dare un ruolo più importante alla formazione ‘a distanza’. Dopo un anno dalla sua nascita, il portale pisano ha registrato un livello record di accessi. Questo eccezionale risultato è stato presentato in una due giorni

Passo in avanti contro la PFIC

La rivista Gastroenterology ha dedicato la copertina del mese di febbraio a uno studio condotto dai ricercatori del Consorzio Mario Negri Sud e dell’Università Aldo Moro di Bari guidati da Antonio Moschetta. In questo studio, finanziato da Telethon, viene descritta la strategia per contrastare una rara malattia genetica, la colestasi intraepatica progressiva familiare (PFIC).

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Come un puzzle il DNA della vite

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La Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige getta luce sull’origine evolutiva del genoma della vite e lancia una nuova e brillante ipotesi scientifica: il codice genetico di questa pianta da frutto sarebbe derivato dall'unione di due subgenomi che si sono evoluti in maniera indipendente a partire da un progenitore comune. L’ipotesi  scaturisce da tre anni di studi e ricerche condotti dal Centro ricerca e innovazione ed è stata pubblicata in questi giorni sulla rivista scientifica PLoS ONE.

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Il pac-man dei rifiuti tossici

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Chi non ricorda Pac-man, il protagonista di un famoso video gioco degli anni ’80 che doveva mangiare più palline possibile? Ecco, immaginatene uno infinite volte più piccolo, capace di ingoiare e intrappolare al suo interno lo iodio gassoso che si trova nei rifiuti nucleari. Esiste sul serio e non è un video gioco ma un complesso chimico chiamato MOF (dall’inglese metal-organic framework) che elimina le molecole radioattive di iodio rendendo i rifiuti tossici riciclabili

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Mondi abitati? Ci vuole scienza e fantasia

Giordano Bruno lo pensava e lo diceva già alla fine del 1500: infiniti soli, innumerabili mondi. Dunque, già allora c’era chi era convinto che l’Universo fosse ricco di pianeti che, come la Terra, orbitano intorno alla loro stella. Tuttavia, solo pochi anni fa, questa convinzione attendeva ancora con ferma sperimentale (osservativa, diremmo noi astronomi) e solo la fantasia forniva risposte alle molte domande in materia.