fbpx Il successo di Paolini | Page 15 | Scienza in rete

Il successo di Paolini

Primary tabs

Read time: 2 mins

1,5 milioni di telespettatori in media, per uno share del 5,73%, a cui si aggiungono 3000 contatti per la diretta web. Stando ai dati auditel diffusi ieri, “Itis Galileo” di Marco Paolini andato in onda il 25 aprile su La7 ha raggiunto il suo picco di ascoltatori con l’8,06 di share. Sono i numeri che sigillano il successo televisivo dello spettacolo trasmesso in diretta dai Laboratori sotterranei dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Gran Sasso, diventato una delle pagine televisive più seguite degli ultimi anni.

Già in passato, Marco Paolini è riuscito ad avvicinare il grande pubblico con il format del teatro-documentario, replicando il successo dal vivo registrato a teatro attraverso il filtro dello schermo televisivo. Era successo con Vajont, Sergente – tratto dal romanzo di Rigoni Stern – e, più recentemente, con Ausmerzen. Si trattava in quei casi di temi con un impatto sull’immaginario popolare potenzialmente molto forte – la vicenda del Vajont appartiene, ad esempio, alla memoria storica comune degli ultimi anni del nostro Paese. Tuttavia combinare teatro, scienza, monologo e tempi non proprio televisivi – lo spettacolo è durato per 3 ore e mezza, con dibattito prima e dopo – è stata una sfida entusiasmante per la comunità scientifica, già in confidenza con il Sidereus Nuncius, ma non scontata per il piccolo schermo. Paolini ha ammaliato il pubblico – il triplo del pubblico dello standard da prima serata, per la precisione – anche con il  Galileo di Brecht, ben oltre la ‘nicchia’ della comunità scientifica, si direbbe.

Autori: 
Sezioni: 
Itis Galileo

prossimo articolo

Occhio alla salute: perché votare No al referendum sulla giustizia

statua delle giustizia bendata con bilancia

Presentato come un voto tecnico sulla separazione delle carriere dei magistrati, il referendum sulla riforma della giustizia investe in realtà nodi centrali dello Stato di diritto. In gioco non c’è solo l’assetto dell’ordinamento giudiziario, ma l’effettiva autonomia e indipendenza della magistratura, con ricadute concrete sulla tutela di diritti fondamentali, come la salute. 

Il referendum sulla proposta di riforma della Costituzione chiamato semplicisticamente “sulla separazione delle carriere” coinvolge in realtà una materia giudiziaria complessa, con una rilevante implicazione per la salute dei cittadini. La salute è un diritto sancito dall'articolo 32 della Costituzione, che viene specificato da un sistema di leggi e regolamenti la cui tutela è garantita dalla giustizia, concretizzata nelle azioni della magistratura. Quest'ultima «costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere» (art.104 della Costituzione).