fbpx Le flatulenze dei dinosauri | Scienza in rete

Le flatulenze dei dinosauri

Primary tabs

Read time: 2 mins

Che i ruminanti siano la fonte di una notevole frazione del metano liberato in atmosfera è noto da tempo. Tre ricercatori si sono chiesti quale potesse essere la situazione quando, milioni di anni fa, la Terra era popolata dai giganteschi dinosauri erbivori.

Lo studio di David Wilkinson (Liverpool John Moores University), Euan Nisbet (University of London) e Graeme Ruxton (University of Glasgow) pubblicato su Current Biology può certo far sorridere, ma l'idea su cui si fonda non è affatto una barzelletta.
Ormai è accertato che una bella fetta di metano atmosferico è imputabile all'allevamento di bestiame ed è dovuto alla particolare modalità digestiva dei ruminanti. La fermentazione microbica dei vegetali ingeriti che avviene nello stomaco dei ruminanti (la cosiddetta fermentazione enterica) sfocia infatti nella produzione di questo potente gas serra.

Accurati studi hanno mostrato che si può valutare questa produzione di metano semplicemente conoscendo la massa corporea complessiva degli animali considerati. Tenendo conto delle dimensioni dei dinosauri erbivori e della loro distribuzione territoriale (dedotta da studi paleontologici), i tre ricercatori hanno valutato una produzione complessiva di 520 milioni di tonnellate di metano annue, un valore paragonabile con l'emissione di metano dei nostri giorni. Giusto per avere un riferimento, 150 anni fa – cioè in epoca preindustriale – le emissioni di metano ammontavano a 200 milioni di tonnellate annue.

Più che lecito, dunque, chiedersi – come recita il titolo dello studio – se questo incredibile rilascio in atmosfera di metano di origine animale abbia potuto in qualche modo influenzare l'andamento climatico. Dal canto loro i tre ricercatori sono convinti che il fenomeno possa a pieno titolo essere considerato un fattore chiave nel riscaldamento globale che caratterizzò il Mesozoico.

Science Daily

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Generazione SCOBY: la lentezza controcorrente della kombucha

Particolare di impasto durante la fermentazione

Vanno di moda, in particolare tra i giovani adulti, gli hobby lenti, per esempio preparare impasti grazie a lieviti fatti in casa che devono fermentare a lungo, con l'aiuto di ingredienti come la kombucha. La risposta, più o meno consapevole, di una generazione cresciuta con l’idea di dover essere sempre produttiva e che oggi sembra cercare spazi in cui il tempo non possa essere ottimizzato? O la ricerca di benefìci per la salute provenienti dagli alimenti fermentati e dalle lunghe attività manuali? Forse sono possibili entrambe le risposte. Crediti immagine: Foto di Monaz Nazary su Unsplash.

Ingredienti: 900 millilitri di acqua, 10 grammi di tè nero, 100 grammi di zucchero, 100 millilitri di kombucha fermentato, uno SCOBY, un barattolo.

Annoto e ripeto.

900 millilitri di acqua, 10 grammi di tè nero, 100 grammi di zucchero, 100 millilitri di kombucha fermentato, uno SCOBY, un barattolo.

La verità è che avrei voluto ordinare una pizza.