fbpx Flora alpina e clima che cambia | Page 44 | Scienza in rete

Flora alpina e clima che cambia

Primary tabs

Read time: 2 mins

Un team di ricercatori ha pubblicato uno studio in cui analizza la migrazione della flora alpina a quote più elevate a seguito del riscaldamento globale, un trend che potrebbe rivelarsi dannoso per la ricchezza botanica delle montagne europee.

Coordinati da Harald Pauli, ricercatore del programma GLORIA (Global Observation Research Initiative in Alpine Environments), una trentina di botanici hanno meticolosamente analizzato la flora presente su 66 cime montagnose distribuite tra il Nord Europa e il Mediterraneo meridionale. Tra il 2001 e il 2008 i ricercatori hanno attentamente registrato la distribuzione di tutte le specie vegetali presenti impiegando identiche procedure e da questi dati hanno ora tratto le prime conclusioni.

Nel lavoro, pubblicato su Science, si sottolinea come l'ipotesi che il riscaldamento globale possa spingere le specie vegetali a migrare a più alte quote sia ormai una realtà. I dati raccolti indicano un aumento di specie alle quote più elevate sulle montagne dell'Europa centrale e settentrionale e un impoverimento della ricchezza della flora alle quote inferiori. Nel contempo, però, si registra anche una diminuzione di specie nelle regioni montuose del Mediterraneo, probabilmente dovuta all'andamento climatico più recente che vede un impoverimento idrico nel sud dell'Europa.

Al di là dell'apparente aumento della ricchezza di specie in alta quota, secondo Pauli e colleghi il trend in atto porterebbe a un notevole impoverimento della flora montana europea. E si tratterebbe di un danno gravissimo, vista la particolare ricchezza di specie che caratterizza le montagne europee.

University of Vienna

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Luoghi: 
Dossier: 
Botanica

prossimo articolo

Radiati per l’antiscienza, la politica vuole riaprire loro l’Ordine

sedia con camice e porta aperta

Un emendamento approvato dalla Commissione Affari Sociali della Camera consentirebbe ai sanitari radiati per fatti legati alla pandemia di chiedere la reiscrizione all’Ordine. Non riguarda i medici sospesi perché non vaccinati, ma professionisti colpiti da sanzioni disciplinari anche per aver promosso pratiche e terapie prive di basi scientifiche. La Fnomceo protesta: per il presidente Filippo Anelli è una delegittimazione degli Ordini e un affronto a chi ha curato e perso la vita durante il Covid. La questione va anche oltre i singoli casi: in gioco c’è l’autonomia della professione nel tutelare i pazienti.

Immagine di copertina realizzata con ChatGPT

Radiati dall’Ordine, riammessi dalla politica. E l’Ordine, giustamente, protesta. Ieri, 14 luglio, la Commissione Affari Sociali della Camera ha infatti approvato un emendamento che, se diventasse legge, riaprirebbe la porta dell’Ordine dei medici ai sanitari che erano stati radiati per fatti legati alla pandemia di Covid. La norma ha la prima firma della deputata di Fratelli d'Italia Alice Buonguerrieri ed è stata inserita all'interno della legge delega di riforma delle professioni sanitarie.