Europa

L'Europa e la sostenibilità: verso Horizon 2020

“Il futuro può essere tuo, è l'ultima occasione!” Il motto di Jeffrey Goines, personaggio del film di fantascienza post-apocalittica Twelve Monkeys diretto nel 1995 da Terry Gilliam, è oggi più che mai attuale. Vediamo perché. Nel 1978, l'esploratore e oceanografo francese Jacques Costeau propose l'idea di tutelare gli interessi delle persone che dovevano ancora nascere, ovvero molti di quelli che stanno leggendo adesso questo articolo, per mezzo di una Carta dei diritti delle generazioni future.

Verso Horizon 2020

La Commissione Europea ha dato inizio alla fase di preparazione del prossimo programma per il finanziamento integrato per le attività di ricerca nel periodo 2014-2020. Si chiamerà “Horizon 2020” grazie al concorso “You name it”, lanciato dalla commissione per far scegliere online dai cittadini europei il nome del futuro programma di ricerca e innovazione. Ma c’è ancora tempo prima che abbia inizio. Infatti la sesta e penultima chiamata per progetti del 7°PQ si è appena conclusa e le valutazioni sono in corso.

No embrionali in UE

La sentenza della Corte Europea riguarda un caso piuttosto intricato che cercherò di riassumere in breve. Nel 1997, lo scienziato Oliver Brüstle, attuale direttore dell’Istituto di Neurolobiologia Ricostruttiva dell’Università di Bonn, richiese all’ufficio brevetti tedesco il riconoscimento della proprietà intellettuale su una linea di precursori neurali derivata da embrioni umani (Anon. 2010). Negli anni successivi il Prof.

I dilemmi della ricerca all'europea

La proposta della Commissione europea sarà resa pubblica solo alla fine del prossimo mese di novembre. Ma la rivista Nature nei giorni scorsi è stata in grado di anticipare le principali novità che secondo il “governo di Bruxelles” dovrà contenere Horizon 2020, il programma di finanziamento europeo alla ricerca che, a partire dal 2014 e fino, appunto, al 2020 succederà a FP7, il Settimo Programma Quadro che scadrà con il 2013.

Progetti europei per mitigare il rischio sismico

Il Progetto REAKT (Acronimo di Strategies and Tools for Real Time Earthquake Risk Reduction) è stato definito nell’ambito della Commissione Europea come uno dei più ambiziosi progetti di ricerca sulla Riduzione del Rischi Naturali in Europa finanziato nell’ambito del Settimo Programma Quadro.

La difesa antimissile della NATO: due volte pericolosa

Nell’autunno del 2007, in occasione del dodicesimo Convegno Internazionale di Castiglioncello organizzato dall’USPID (il quatordicesimo si terrà dal 23 al 25 Settembre 2011), molti studiosi ed esperti di controllo degli armamenti davano per certo che con il termine dell’Amministrazione Bush anche il progetto di installare un sistema di difesa antimissile in Europa sarebbe tramontato. Come è ben noto, così non è stato e non è.

Russia, il ritorno dei cervelli

Evgenij Vaganov, rettore dell’Università Federale della Siberia di Krasnoyarsk, ha pensato bene di affidarlo a un suo professore di economia, per consentire all’illustre ospite di superare la prova più dura che possa capitare a un ricercatore straniero che si reca per lavoro in Russia: la burocrazia.

La scienza russa

Il 2 ottobre scorso 100 ricercatori russi, che ormai lavorano in maniera permanente in istituzioni scientifiche all’estero, hanno pubblicato sul quotidiano economico Vedomosti una lettera aperta alle autorità politiche in cui denunciavano «la disastrosa situazione della ricerca di base nella Federazione russa».

Europa, continente senza armi nucleari tattiche?

Dopo anni di teorizzazione e messa in atto di guerre preventive da parte dell’Amministrazione Bush, il Presidente Obama ha avviato un processo di teorizzazione – e in parte, compatibilmente con i pesanti vincoli ereditati da Bush, di messa in atto – di una strategia di “pace preventiva”. L’assegnazione del premio Nobel per la Pace 2009 ad Obama suona appunto – secondo me – proprio come un riconoscimento di questo nuovo corso ed un invito al mondo intero a perseguirlo.

La Germania rilancia

Più 5% ogni anno fino al 2015 dei finanziamenti ai due grandi centri di ricerca statali; 7,7 miliardi di euro, nuovi e aggiuntivi, per le università, dal 2011 al 2015, di cui 5 miliardi per lo sviluppo generale e 2,7 miliardi... Più che le parole sono i fatti (e i soldi) che caratterizzano il "pacchetto conoscenza" varato dal nuovo governo di Angela Merkel in Germania.

Il nuovo approccio alla difesa antimissile in Europa

Il 17 settembre scorso il presidente americano Barak Obama ha annunciato di aver approvato il nuovo programma americano per la difesa antimissile balistico in Europa sviluppato dal Segretario alla difesa Robert Gates e dai capi di stato maggiore delle forze armate, nel contesto della revisione globale del programma antimissile richiesta dal Congresso nel 2008. Il nuovo approccio cancella di fatto il piano di Bush del 2007 per la creazione in Europa di un terzo “piede” di difesa degli USA dai missili balistici intercontinentali. di ALESSANDRO PASCOLINI

L'Europa della scienza a quattro velocità

L’Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione Europea, ha pubblicato nei giorni scorsi l’edizione 2009 di Science, Technology and Innovation in Europe: un compendio aggiornato della ricerca scientifica e dello sviluppo tecnologico (R&S) nell’UE e nei suoi 27 paesi membri. Si tratta di un corposo volume denso di cifre da cui è possibile ricavare il quadro completo della R&S in Europa con notevole definizione di dettaglio. di PIETRO GRECO

Chi partecipa e chi vince in Europa

L’European Research Council (ERC) è nato il 2 febbraio 2007. Ha due anni e poco più di vita. La sua missione è quella di finanziare la ricerca di base o, come si dice oggi, curiosity-driven: mossa dalla curiosità del ricercatore e senza finalità di applicazione immediata. In circa trenta mesi l’ERC ha lanciato e già finanziato due call per progetti di ricerca curiosity-driven. Ecco chi ha partecipato. E chi ha vinto. di PIETRO GRECO

Il Consiglio europeo della ricerca supera la prova

A due anni e poco più dalla sua nascita l’European Research Council (ERC) è stato sottoposto, a sua volta, a valutazione. L'ERC ha il compito di finanziare la ricerca curiosity-driven in Europa. Lo scorso 11 marzo la Commissione europea ha nominato un Review Panel che ha studiato e valutato L'ERC. Giovedì scorso, 23 luglio, il panel ha pubblicato il suo rapporto conclusivo. Che conferma una sensazione diffusa. L'ERC si è comportato bene in questi primi due anni di vita, finanziando progetti solo sulla base dell'eccellenza scientifica. Ma c'è un pericolo che mette a rischio il futuro: un colpo di coda della burocrazia. di PIETRO GRECO

Come modernizzare l’università italiana?

Concordo in pieno con l'Editoriale di Alberto Mantovani dell'11 giugno: la mancata internazionalizzazione dell'Università italiana è un problema da non sottovalutare. Mi spingerei a dire che rischia di diventare uno dei suoi problemi principali. Prendiamo ad esempio l'acceso dibattito che si è scatenato in tutta Europa sul deludente posizionamento delle università europee (eccezion fatta per quelle britanniche e olandesi) nei principali ranking internazionali. In Italia, la pubblicazione di questi ranking è stata l'ennesima occasione per denigrare il nostro sistema universitario, accusandolo di scarsa produttività scientifica. Ma guardiamo con attenzione i dati presentati nella Tabella che segue...

L'Europa della scienza

La Commissione europea ha pubblicato un nuovo rapporto sullo stato della ricerca nell'Unione. Gli investimenti crescono poco. Ma abbiamo un buon numero di ricercatori che pubblicano tantissimo. Questo significa che in Europa, per ragioni complesse da studiare e su cui converrà ritornare - c'è tuttora un'alta produttività scientifica e una buona qualità della ricerca.
Ed è da questi dati che bisognerà ripartire se vogliamo che l'Europa recuperi presto il ritardo che va accumulando e si proponga davvero come leader della società e dell'economia della conoscenza.

La Svezia è prima ... e accelera

La Svezia investe ogni anno in ricerca e sviluppo (R&S) circa il 4% della ricchezza che produce (Pil). Solo Israele, al mondo, destina alla scienza e all’innovazione tecnologica una quota parte del Pil maggiore.