Flora alpina e clima che cambia

Read time: 2 mins

Un team di ricercatori ha pubblicato uno studio in cui analizza la migrazione della flora alpina a quote più elevate a seguito del riscaldamento globale, un trend che potrebbe rivelarsi dannoso per la ricchezza botanica delle montagne europee.

Coordinati da Harald Pauli, ricercatore del programma GLORIA (Global Observation Research Initiative in Alpine Environments), una trentina di botanici hanno meticolosamente analizzato la flora presente su 66 cime montagnose distribuite tra il Nord Europa e il Mediterraneo meridionale. Tra il 2001 e il 2008 i ricercatori hanno attentamente registrato la distribuzione di tutte le specie vegetali presenti impiegando identiche procedure e da questi dati hanno ora tratto le prime conclusioni.

Nel lavoro, pubblicato su Science, si sottolinea come l'ipotesi che il riscaldamento globale possa spingere le specie vegetali a migrare a più alte quote sia ormai una realtà. I dati raccolti indicano un aumento di specie alle quote più elevate sulle montagne dell'Europa centrale e settentrionale e un impoverimento della ricchezza della flora alle quote inferiori. Nel contempo, però, si registra anche una diminuzione di specie nelle regioni montuose del Mediterraneo, probabilmente dovuta all'andamento climatico più recente che vede un impoverimento idrico nel sud dell'Europa.

Al di là dell'apparente aumento della ricchezza di specie in alta quota, secondo Pauli e colleghi il trend in atto porterebbe a un notevole impoverimento della flora montana europea. E si tratterebbe di un danno gravissimo, vista la particolare ricchezza di specie che caratterizza le montagne europee.

University of Vienna

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Luoghi: 
Dossier: 
Botanica
Lavorato da / tipo di lavorazione: 
autore
stato: 
pronto

altri articoli

Grandi scoperte su Cerere

Sono ormai due anni che la sonda Dawn, dopo aver egregiamente compiuta la sua esplorazione di Vesta, orbita intorno a Cerere e ne studia le caratteristiche. Non è certo ancora giunto il momento di stilare bilanci definitivi – Dawn rimarrà operativa almeno fino a tutto il 2017 – ma i traguardi raggiunti finora suggeriscono di fare il punto su quanto la sonda della NASA ci ha rivelato, fino alla recentissima scoperta firmata da ricercatori italiani di composti organici su Cerere.