fbpx I crostacei del Gran Paradiso | Scienza in rete

I crostacei del Gran Paradiso

Primary tabs

Read time: 1 min

Scoperti nei laghi alpini del Parco nazionale numerosi esemplari di Daphnia middendorffiana, un piccolo crostaceo d'acqua dolce il cui habitat naturale è la tundra artica.

L'individuazione è frutto del lavoro di ricerca ecologica di Rocco Tiberi, dottorando dell'Università di Pavia, effettuato nell'ambito del programma internazionale ACQWA (Assessing Climate Impacts on the Quantity and quality of Water). La scoperta, pubblicata su Journal of Limnology, è una conseguenza degli studi sulle ricadute ecologiche dell'introduzione negli anni '60 del salmerino di fonte in alcuni laghi del parco.

Per le sue dimensioni, superiori a quelle tipiche dei membri delle altre specie di zooplancton, la Daphnia rappresenta una preda ideale per il salmerino e questo spiega come mai finora non sia mai stata trovata nei laghi del Parco abitati dal vorace pesce di origine nordamericana.

Difficile ricostruire come questo esemplare di crostaceo tipico della tundra sia giunto ai laghi glaciali del Gran Paradiso. La sua scoperta è comunque una conferma di come l'introduzione di specie non autoctone possa avere un impatto devastante sulla biodiversità. Senza l'azione dell'uomo, infatti, i laghi d'alta quota del Gran Paradiso sarebbero completamenti liberi da pesci e non correrebbero il rischio di vedere molte specie originarie a rischio di estinzione.

Ente Parco Nazionale Gran Paradiso

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Indice: 
Zoologia

prossimo articolo

Definisci malattia

Papa leone affacciato al balcone

Stabilire dove finisce la salute e dove comincia la patologia non è mai stato semplice, e la risposta cambia con le conoscenze mediche, con la società e con le tecnologie. Dall’epidemiologia alla sovradiagnosi fino all’intelligenza artificiale, un percorso tra i criteri con cui si decide chi è malato, mentre le notizie di queste settimane mostrano quanto questa scelta pesi su chi cura e su chi è curato.

Edgar Beltrán / Il Pilastro, CC BY-SA 4.0  via Wikimedia Commons

Il 16 ottobre Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, ha telefonato al presidente russo Vladimir Putin dal Policlinico Gemelli, dove era ricoverato da tre giorni. Parlando della popolazione di Oleshky, nella regione di Kherson, ha chiesto un cessate il fuoco per consentire aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione sicura della popolazione civile.