• newsletter
  • Chi siamo
  • Partner
  • Log in/Crea un account
  • English
  • Italiano
Home
  • Documenti
  • Archivio
  • Indice
  • Blog
  • Topic
  • TV
  • Canale scuola
  • Canale Innova
Home » Campi del sapere » Scienze della Terra

Terremoto dell'Aquila: più attenzione ai precursori

  • Terremoto dell'Aquila
  • Geofisica
  • 3510 letture
Bookmark/Search this post with
  • Facebook Like
  • Share on Facebook
  • Linkedin Share Button
  • Tweet Widget
  • Print Pdf
  • Print Mail
Sismologia

Tra le sfide lanciate dal terremoto di Abruzzo alla comunità scientifica, ha non trascurabile importanza quella riguardante i precursori sismici a breve termine, cioè quei fenomeni che talvolta sono seguiti, nella stessa zona e entro un breve intervallo di tempo Δt, da un forte terremoto. A proposito di questi fenomeni precursori è nata una polemica nel corso della quale sono state dette e scritte cose inesatte e fuorvianti nei riguardi delle possibili future strategie della Protezione civile e della comunità scientifica. Mi prendo dunque la libertà di presentare alcune osservazioni utili, a mio giudizio, per mettere un po’ d’ordine nel dibattito in corso sui precursori a breve termine.

Nel caso dell’evento del terremoto del 6 aprile scorso a L'Aquila, si è molto discusso del precursore costituito dalle cosiddette scosse premonitrici. A questo precursore mi riferirò, anche perché esso possiede alcune prerogative non possedute da altri fenomeni studiati come possibili precursori. E’ generalmente riconosciuto che una scossa di magnitudo medio-bassa può essere seguita, dopo poche ore o pochi giorni, da un forte terremoto. Ma il guaio è che non esistono oggi affidabili modelli di calcolo della probabilità che ciò avvenga, e che non si tratti di un falso allarme. E allora? Allora ecco la mia prima osservazione. In un Paese ad alta sismicità e di antica civiltà come l’Italia, l’ente preposto alla sorveglianza sismica potrebbe (o forse dovrebbe ) predisporre un programma per l’analisi statistica dei numerosissimi dati del catalogo, capace di ottenere una ragionevole stima della probabilità di falso allarme delle scosse premonitrici.

Il nostro gruppo ha eseguito da tempo delle prove in alcune zone italiane (Garfagnana, Friuli e Irpinia) trovando in tutti e tre i casi che le scosse premonitrici hanno una probabilità di falso allarme dell’ordine del 98%. Per brevità chiamiamo T il forte terremoto e F il fenomeno precursore. Dunque, nelle zone considerate, la probabilità di TF (cioè del terremoto nel Δt successivo all’occorrenza di F) è dell’ordine del 2%.

Provo, in via ipotetica, a mettermi nei panni di una persona che abbia la responsabilità di decidere se proclamare lo stato di allerta oppure no. Se dichiaro l’allerta ho un’alta probabilità (98%) di causare un disagio inutile, mentre se non dichiaro l’allerta ho una piccola probabilità (2%) di provocare un danno gravissimo: lasciar morire delle persone. Causare un disagio inutile ha un costo sociale formato da diverse voci, quali il costo vivo della organizzazione dei provvedimenti di prevenzione, il disturbo delle attività produttive e l’influenza negativa sulla credibilità del sistema di allarme: troppo frequenti “al lupo, al lupo” senza l’arrivo del lupo vanificano il sistema di allarme.

Come decisore, mi sento in grave imbarazzo perché il 2% di probabilità che nei prossimi giorni (diciamo nella prossima settimana ) si verifichi un forte terremoto, pur essendo piccola in assoluto, è 200 volte più grande della probabilità-base di un simile terremoto, in una settimana scelta a caso. Ed è del resto questa l’origine dei comportamenti popolari di prevenzione, come andare a dormire all’aperto.

Che fare? Va da sé che dovranno essere considerati tutti gli altri eventuali elementi a favore o contro la decisione di dare l’allerta, per esempio gli studi sull’andamento a lungo termine dell’hazard nella zona, oppure notizie circa il livello di resistenza ai sismi degli edifici presenti nella zona. Ma una volta completata l’analisi, va bene dare solo all’esperto (o gruppo di esperti ) la responsabilità della decisione?

Autorevoli studiosi di psicologia sociale sostengono in generale che anche i cittadini non specialisti dovrebbero essere coinvolti nel processo decisionale. A loro dovrebbe essere fornita l’informazione scientifica disponibile discutendo i possibili provvedimenti di prevenzione. Nel caso delle scosse premonitrici, in particolare, il contributo dei cittadini può essere determinante sotto molti aspetti. Nessuno meglio di loro, per esempio, è in grado di valutare il costo sociale di un eventuale falso allarme. Si dovrebbe in sostanza tendere a un iter decisionale compreso da tutti e il più possibile condiviso.

E’ importante infine osservare che tutto il processo decisionale (dalle premesse scientifiche agli sviluppi dell’analisi) è aperto alla critica metodologica; mentre non ha senso, a posteriori, e cioè a seconda che il terremoto sia avvenuto oppure no, dire che gli avvenimenti reali dimostrano che la decisione presa era quella “giusta” (o quella “sbagliata”). Infatti in una impostazione probabilistica, il risultato di un singolo esperimento non può validare alcunché. La critica metodologica è utile per migliorare le modalità di formazione della decisione. Per quanto riguarda l’iter decisionale seguito dal decisore nel caso dell’Abruzzo, una critica metodologica dettagliata, firmata da me e da Elisa Guagenti, è apparsa sul numero di settembre della Rivista di Ingegneria sismica.

A mo’ di conclusione si potrebbe dire: le scosse premonitrici hanno in passato salvato molte vite umane grazie a una tramandata conoscenza popolare e a una intuitiva analisi costi-benefici. La comunità scientifica è chiamata a suggerire sempre migliori metodi di interpretazione di questo provvidenziale precursore, così da salvare, statisticamente, un sempre maggior numero di vite umane.

4 maggio, 2010 da Giuseppe Grandori


Commenti

Disclaimer

Chiediamo ai lettori, per rispetto di chi legge, di scrivere come di prassi in minuscolo. Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.

Condizioni generali del servizio

Chi invia un commento o si registra al sito sottoscrive le condizioni generali di contratto. Facendo ciò l'Utente si è assunto ogni più ampie responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a Scienza in rete e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L’utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.

#1 Io farei anche un altro

ritratto di Pauligree
4 maggio, 2010 - 11:54 da Pauligree
Io farei anche un altro conto: fatto 100 il costo di un allarme in una certa zona sismica, a quanto ammonta il costo per mettere in sicurezza case palazzi e aziende tenendo conto che le scosse anche le più distruttive, non arrivano al 6 grado della scala Richter? 2 allarmi? 3?...
  • rispondi

#2 qualche dubbio

ritratto di Visitatore
14 giugno, 2010 - 16:19 da Visitatore (non verificato)
http://ilvasodipandora.blogautore.espresso.repubblica.it/
  • rispondi

Invia nuovo commento

Se ti è piaciuto questo articolo aiuta Scienza in rete a crescere ancora, leggi come.

onair

Giuseppe Grandori
ritratto di Giuseppe Grandori
Scienze della Terra
Politecnico di Milano

Materiali correlati

Articolo

L'Aquila può essere salvata?

Rassegna stampa / Pubblicazione

Prevedere i terremoti: la lezione dell'Abruzzo

Approfondimenti

Articolo

Il terremoto e la comunicazione
La prevenzione resta la "strada maestra"
Il terremoto dell’Aquila e la geofisica in tribunale

Su questo argomento

31 Maggio 2011
Di terremoti e tribunali. Qualche puntino su qualche "i"
Nicola Nosengo
06 Giu 2010
Il terremoto dell’Aquila e la geofisica in tribunale
Pietro Greco
20 Apr 2010
L'Aquila può essere salvata?
Giovanni Carbonara, Pietro Petraroia, Stefano Della Torre
06 Gen 2010
Il "terremoto" Giuliani
Emiliano Ricci
25 Maggio 2011
Rinviati a giudizio per L'Aquila
Luca Carra
  •  
  • 1 of 3
  • ››

Più letti

  • Di oggi
  • Di sempre
  • L'intelligenza delle piante (36)
  • Siamo nella sesta estinzione di massa? (22)
  • Sempre più vicini al bosone di Higgs (22)
  • Quell'incerto confine tra la vita e la morte (17)
  • Il caso Martone e la piaga dei concorsi (15)
  • Quarant’anni fa l’uomo sbarcava sulla Luna? (16,076)
  • Le conquiste dell’adroterapia (15,138)
  • Valutazione della ricerca? No, grazie ... (14,508)
  • 2009, anno di Darwin o di Lamarck? (13,323)
  • Consegnate le firme dell'appello per Nerviano (11,415)

Pubblicati di recente

  • Articoli
  • Grafici
  • Immagini
  • Video
  • ITunes U parte da Pisa 10 Feb 2012
  • Mondi abitati? Ci vuole scienza e fantasia 09 Feb 2012
  • La situazione del (non) finanziamento italiano sull'AIDS 08 Feb 2012
  • Il caso Martone e la piaga dei concorsi 07 Feb 2012
  • Il giro del mondo in otto megalopoli 07 Feb 2012
  • Frane e inondazioni in Italia
  • uragani
  • I laboratori del Gran Sasso
  • Quanta neve in Antartide
  • Tethys e Titano
  • A New Map of the Moon
  • See video
  • See video
  • See video
  • See video

Esplora Scienza in rete

Campi del sapere

  • Campi del sapere
    • Scienze della vita
    • Scienze della Terra
    • Fisica
    • Matematica
    • Economia
    • Chimica
    • Scienze umane
    • Tecnologia
    • Ambiente & sanità

Scienza e società

  • Scienza e società
    • Politica della ricerca
    • Filosofia della scienza
    • Storia della scienza
    • Etica e scienza
    • Scienza e pace
    • Arte e scienza
    • Innovazione e impresa

Scuola

  • Scuola
    • Primaria
    • Secondaria
    • Università
    • Educazione informale
    • Scuolabook

Rubriche

  • Editoriale
  • App4Scientist
  • Breaking news
  • Janus
  • Monitor
  • Osservatorio sulla ricerca
  • Pro e contro
  • Recensioni
  • Segnali
  • Vero o falso?
  • 150 scienziati d'Italia
  • In agenda

Documenti

  • Grafici
  • Immagini
  • Video
  • Slide
  • Autori
  • Pubblicazioni
  • Rassegna stampa
  • Biblioteca

Partner del progetto

Siti amici

  • eurodesk   
    issnaf

Copyleft

Crediti

Voglio leggere di:

  • Ambiente
  • Astronomia
  • Biologia
  • Chimica
  • Fisica
  • Medicina
  • Politica della Ricerca
  • Scienze matematiche, fisiche e naturali
  • Scienze sociali
  • Tecnologia e scienze applicate

Icons by Axialis Team