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Rischio alluvioni: stimare il valore dei beni culturali di Firenze

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Le dimensioni del rischio sono tre: pericolosità, vulnerabilità ed esposizione. La prima riguarda gli aspetti puramente fisici, la seconda riguarda l’attitudine dei beni di subire danni, la terza è relativa al valore attribuito. Un recente studio ha stimato il valore attribuito dai cittadini a luoghi e monumenti di Firenze per migliorare la gestione del rischio alluvioni dal punto di vista dell’esposizione dei beni culturali. Valgono di più le chiese o i musei? I patrimoni Unesco o i siti meno conosciuti? Ne parliamo con Fabio Castelli, ordinario di Costruzioni idrauliche e marittime e idrologia all’Università di Firenze e membro del progetto Return.

 

Interviste, sigla e montaggio: Jacopo Mengarelli
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A Santa Marta per dire addio alle fonti fossili ai tempi della crisi energetica

Nella bella cornice della città colombiana di Santa Marta si discute di come abbandonare carbone, petrolio e gas, strategia complessa soprattutto ora che è bastato chiudere Hormuz per prenderci alla gola. Non si tratta di una COP, e nemmeno di una semiCOP, ma di un processo previsto a Belem, che vede riuniti chi ci crede e pensa a come fare. Magari partendo dall'affrontare la questione del debito dei paesi che sono ricchi solo di queste fonti e non hanno altre risorse per ripagarlo.

A Santa Marta, in Colombia, dal 24 al 29 aprile si tiene la prima conferenza internazionale dedicata all’abbandono delle fonti fossili. Il contesto è noto: la guerra in Iran ha provocato il terzo shock energetico in meno di un decennio, dopo la pandemia e l’invasione russa dell’Ucraina. È l’ennesima crisi a mostrare la fragilità dei sistemi fondati su petrolio, gas e carbone: costosi, volatili, esposti ai conflitti, ostaggi della geopolitica, e dunque la necessità della transizione.