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Rischio alluvioni: stimare il valore dei beni culturali di Firenze

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Le dimensioni del rischio sono tre: pericolosità, vulnerabilità ed esposizione. La prima riguarda gli aspetti puramente fisici, la seconda riguarda l’attitudine dei beni di subire danni, la terza è relativa al valore attribuito. Un recente studio ha stimato il valore attribuito dai cittadini a luoghi e monumenti di Firenze per migliorare la gestione del rischio alluvioni dal punto di vista dell’esposizione dei beni culturali. Valgono di più le chiese o i musei? I patrimoni Unesco o i siti meno conosciuti? Ne parliamo con Fabio Castelli, ordinario di Costruzioni idrauliche e marittime e idrologia all’Università di Firenze e membro del progetto Return.

 

Interviste, sigla e montaggio: Jacopo Mengarelli
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I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.