fbpx Salviamo "Sapere" | Scienza in rete

Salviamo "Sapere"

Primary tabs

Read time: 1 min

Amici! La rivista Sapere ha difficoltà finanziarie, un po’ come tutte le attività culturali, e non solo in Italia. L’edizione attuale compirebbe 30 anni nel 2013; ma così non ci arriverà, se non arriva un massiccio apporto di abbonamenti. E’ la fine dell’anno, è il momento giusto per farli per sé e per regalarli agli amici. Altrimenti, la redazione (in verità una delle più accreditate nella stampa periodica italiana) dovrà sciogliersi e cercarsi altro lavoro. A chi ha avuto la possibilità di seguirci nella nostra attenzione e valutazione della ricerca e della relativa politica in Italia sentiamo di poterci rivolgere con questo appello ad abbonarsi e a donare abbonamenti a conoscenti ed amici.

Un grazie di cuore.

Per abbonarsi online, cliccare qui


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Il prezzo della salute: come la povertà economica genera la povertà sanitaria

Uomo che dorme su una panchina

Universalità, equità e uguaglianza: sono questi i tre pilastri su cui poggia il nostro Servizio sanitario nazionale, fondato nel 1978. Negli ultimi anni, tuttavia, questo modello si è progressivamente allontanato dalla sua ispirazione originaria, scivolando verso una logica puramente prestazionale. Sulla carta, la salute è ancora un diritto di tutti, nei fatti, sta diventando un lusso per pochi. Foto di John Moeses Bauan su Unsplash

Immaginate di dover scegliere, arrivati a metà mese, se riempire il carrello della spesa o andare in farmacia a ritirare l’antibiotico per vostro figlio. O di dover rinunciare a quella visita cardiologica che aspettate da mesi perché l’alternativa pubblica ha una lista d’attesa di un anno e quella privata costa quanto mezza bolletta della luce. Questa è la quotidianità per i quasi 6 milioni di italiani che vivono in povertà assoluta, con un trend in costante aumento nell’ultimo decennio (Istat).