fbpx ATLAS scopre una nuova particella | Scienza in rete

ATLAS scopre una nuova particella

Read time: 1 min

Esaminando la mole di dati raccolti dal rilevatore ATLAS del Large Hadron Collider di Ginevra, un team di fisici individua la presenza di un nuovo bosone previsto dai teorici ma finora sfuggito ai ricercatori.

La nuova particella appartiene alla famiglia dei bosoni, ma a differenza del più famoso – e ricercato – bosone di Higgs non è tutta d'un pezzo. Chi-b(3P), questo il nome della particella, è infatti composto da un quark bottom e dal suo antiquark legati strettamente l'uno all'altro dall'interazione forte. L'esistenza del bosone Chi-b(3P) era stata prevista da molti teorici, ma non era mai stata rilevata in precedenti esperimenti.

A scoprirla è stato un team di ricercatori dell'Università di Birmingham e della Lancaster University che ha analizzato i dati raccolti da ATLAS a seguito della collisione di due fasci di protoni sparati l'uno contro l'altro nel Large Hadron Collider. “Ci sono potenzialmente un sacco di cose molto interessanti nascoste in quei dati – ha commentato Andy Chisholm dell'Università di Birmingham – noi siamo stati fortunati a osservare al posto giusto nel momento giusto.

L'annuncio della scoperta è stato dato lo scorso 22 dicembre pubblicando lo studio nel repository online di arXiv.org.

Lancaster University - Research paper

Autori: 
Indice: 
Fisica

prossimo articolo

La dignità della grazia

screenshot dal film La grazia

Nel suo ultimo film, il regista Paolo Sorrentino mette in scena i tormenti morali di un Presidente che deve decidere se concedere la grazia a due persone colpevoli di omicidio, seppure in circostanze attenuanti. Bisogna essere coraggiosi, oggi, per concedere la grazia, ma anche esigenti con se stessi e con gli altri. Eppure è un atto di gentilezza, una gioia per chi la riceve e per chi la concede.

Nell'immagine di copertina: uno screenshot dal film La grazia (2025), di Paolo Sorrentino

Il referendum sulla giustizia 2026 pone, a prescindere dal merito dei quesiti posti e dai pro e contra, che i diritti delle persone, della maggioranza, dei cittadini “comuni” siano, ancora una volta, ampiamente limitati perché il linguaggio della pubblica amministrazione e della giurisprudenza è troppo spesso incomprensibile. Non è solo l’uso del burocratese, ma anche del vocabolario antiquato e spesso farraginoso delle disposizioni di legge, forse alla base anche delle diverse interpretazioni delle leggi da parte degli stessi giuristi e, ovviamente, dei politici.