fbpx Un'app utile e ben disegnata | Scienza in rete

Un'app utile e ben disegnata

Read time: 1 min

Sono centinaia le calcolatrici disponibili sull'AppStore, Calcolatrice HD+ è una delle più particolari.

Si distingue infatti per semplicità di utilizzo. Le funzioni sono diverse ma essenziali. Le procedure piuttosto intuitive o comunque non certo complesse.
È possibile visualizzare nel display in alto tutte le operazioni effettuate, copiare il risultato di un calcolo e riutilizzarlo.
Fondamentale l'invio via email di tutta la cronologia dei conteggi effettuati.
Comoda la possibilità di accedere a funzioni più complesse senza dover ruotare il device.
Molteplici sono le soluzioni pratiche per annullare digitazioni errate e calcoli non voluti.
Altra funzione utile è quella di poter utilizzare 3 fogli di calcolo contemporaneamente.

Graficamente Calcolatrice HD+ ricorda le calcolatrici di un tempo per semplicità e chiarezza, ma alcuni dettagli futuristici la collocano perfettamente nel suo tempo.

Per i primi utilizzi il consiglio è di abitare nelle opzioni la visualizzazione dei suggerimenti (cliccare sul simbolo che rappresenta una molecola in chimica e quindi nel menù in basso l'ultima voce di destra "Impostazioni").

Anteprime dell'app:

Calcolatrice HD+ fig 1 Calcolatrice HD+ fig 2 Calcolatrice HD+ fig 3 Calcolatrice HD+ fig 4


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Farmaci e ambiente: quanto inquina la medicina moderna?

pastiglie varie

Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).

Sono il pilastro della medicina moderna, molecole in grado di debellare malattie un tempo incurabili. Stiamo parlando dei farmaci, eredi dei rimedi naturali utilizzati fin dall’Antico Egitto e oggi prodotti su larga scala grazie all’industrializzazione, che ha reso possibile trattare un numero crescente di pazienti e sviluppare nuove molecole in laboratorio. Ma dopo aver svolto la loro funzione, queste sostanze non scompaiono: vengono eliminate dall’organismo e possono continuare a circolare nell’ambiente, con effetti che vanno ben oltre quelli terapeutici.