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Un'app utile e ben disegnata

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Sono centinaia le calcolatrici disponibili sull'AppStore, Calcolatrice HD+ è una delle più particolari.

Si distingue infatti per semplicità di utilizzo. Le funzioni sono diverse ma essenziali. Le procedure piuttosto intuitive o comunque non certo complesse.
È possibile visualizzare nel display in alto tutte le operazioni effettuate, copiare il risultato di un calcolo e riutilizzarlo.
Fondamentale l'invio via email di tutta la cronologia dei conteggi effettuati.
Comoda la possibilità di accedere a funzioni più complesse senza dover ruotare il device.
Molteplici sono le soluzioni pratiche per annullare digitazioni errate e calcoli non voluti.
Altra funzione utile è quella di poter utilizzare 3 fogli di calcolo contemporaneamente.

Graficamente Calcolatrice HD+ ricorda le calcolatrici di un tempo per semplicità e chiarezza, ma alcuni dettagli futuristici la collocano perfettamente nel suo tempo.

Per i primi utilizzi il consiglio è di abitare nelle opzioni la visualizzazione dei suggerimenti (cliccare sul simbolo che rappresenta una molecola in chimica e quindi nel menù in basso l'ultima voce di destra "Impostazioni").

Anteprime dell'app:

Calcolatrice HD+ fig 1 Calcolatrice HD+ fig 2 Calcolatrice HD+ fig 3 Calcolatrice HD+ fig 4


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Anche i terremoti piccoli sono importanti

In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni. Nell’immagine una strada di Fort Irwin, California, il 5 luglio 2019, dopo che tre scosse di magnitudo tra 6,4, 5,4 e 7,1 partirono dalla città di Ridgecrest, cento chilometri più a nord. Credit: Janell Ford/DVIDS.

I sismologi si chiedono da sempre se un terremoto grande preannunci l’arrivo di un terremoto ugualmente grande o più grande. Si interrogano cioè sull’esistenza di una correlazione tra la magnitudo delle scosse registrate durante una sequenza sismica. Secondo un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II, se questa correlazione c’è è dovuta solo al fatto che non sappiamo rilevare tutti i terremoti piccoli durante le sequenze. Tenendo conto dei terremoti mancanti, la correlazione scompare, e con lei la possibilità di trovare eventi precursori di grandi terremoti.