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Perché il metodo di Telethon funziona

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Lo cita come esempio positivo Pier Mannuccio Mannucci nel suo recente articolo su Scienzainrete. Lo cita come buona pratica anche il Gruppo 2003, nel suo Manifesto per una rinascita della ricerca scientifica in Italia. È il sistema di valutazione adottato da Telethon per finanziare i progetti di ricerca.

Cosa sia, come funziona e quali risultati consente di conseguire lo ha spiegato il Direttore scientifico di Telethon, Francesca Pasinelli, venerdì 15 luglio a Torino nel corso dell’evento «Merito loro. Le persone che fanno … Telethon», realizzato dall’organizzazione senza fini di lucro e a elevata utilità sociale (ONLUS) fondata da Susanna Agnelli per presentare i risultati complessivi del lavoro svolto.

Telethon è una “charity” di qualità. Che dal 1990 raccoglie fondi – ben 27 milioni di euro nel 2010 – per finanziare progetti di ricerca sulle malattie genetiche. Con quali criteri valuta questi progetti da finanziare per essere indicata a esempio?

È semplice. Telethon pubblica un bando. E chi vuole presenta un progetto di ricerca per farselo finanziare. C’è una commissione internazionale medico-scientifica che giudica ex ante tutti i progetti, sia quelli presentati da gruppi esterni sia quelli presentati da gruppi degli istituti Telethon. Attualmente la commissione è costituita da 28 membri, di cui solo 3 italiani (uno lavora in Italia, gli altri due lavorano all’estero). La scarsa presenza di commissari italiani è voluta per cercare di evitare a monte possibili conflitti di interesse.

Ogni progetto è valutato da almeno tre commissari, esperti del settore. Tutti sono discussi in un’apposita riunione plenaria. A ciascun progetto è attribuito un voto. I migliori vengono finanziati. 

Fin qui nulla di nuovo (anche se tutto assolutamente commendevole): il processo è quello adottato da anni dal National Institute of Health degli Stati Uniti e considerato il migliore al mondo. Perché premia, appunto, solo e unicamente il merito. Telethon dimostra che può essere applicato anche in Italia.

Ma il fatto che il sistema sia il più giusto, significa anche che il sistema è il più efficiente? I dati resi pubblici da Francesca Pasinelli dicono di sì. Il numero di citazioni (15,8) ottenuto in media dagli articoli firmati dai vincitori dei progetti Telethon è, come si vede in figura, stabilmente e sensibilmente più alto del numero di citazioni medie ricevute non solo dagli articoli scritti da colleghi che lavorano in Italia (7,8) e in Europa (7,3), ma anche dagli articoli scritti da colleghi che lavorano negli Stati Uniti (9,7). I dati elaborati dagli esperti della Thomson Reuters dimostrano che gli autori Telethon ricevono più del doppio delle citazioni ricevute da autori italiani e il 63% in più delle citazioni ricevute da autori americani.

Il sistema di valutazione ex ante scelto da Telethon, dunque, non solo è giusto. Ma è anche efficiente. Un sistema che potrebbe essere preso in considerazione anche dall’ANVUR per proporlo come modello di assegnazione anche dei fondi pubblici.

La qualità scientifica della ricerca finanziata


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