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I tre allarmi dell'H1N1 suino

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Sono tre i motivi per cui i casi di influenza nell'uomo da virus A/H1N1, riportati soprattutto dai governi di Messico e Stati Uniti, sono ritenuti molto preoccupanti dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.

  1. si tratta di casi di malattia provocata nell'uomo da un nuovo virus influenzale di origine animale;
  2. la malattia si è manifestata in diverse aree geografiche indipendenti;
  3. la malattia colpisce la fascia di età dei giovani adulti sani, inconsueta per l'influenza che predilige i bambini e i vecchi.

Oltre a ciò, il virus avrebbe già causato in Messico oltre centocinquanta morti sospette per polmonite (di cui 7 accertate), su circa 2.500 casi riportati. Non sono segnalate morti negli USA, dove i casi riportati e confermati sono 66. Non è chiaro se e perché il virus appaia più letale nell'epicentro dell'epidemia. Potrebbe essere un artefatto statistico, oppure la virulenza del virus potrebbe attenuarsi con i passaggi da uomo a uomo, o ancora potrebbero esserci ragioni ambientali che ne aumentano la letalità in Messico.

Il virus individuato è resistente agli antivirali amantadina e rimantadina, mentre è sensibile a oseltamivir. Il virus, il cui DNA contiene porzioni di origine umana, aviaria e suina (ma non è mai stato isolato nei maiali), è antigenicamente diverso dal H1N1 umano, per cui i vaccini per l'influenza stagionale umana non proteggono dal virus suino.


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Influenza

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vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino

Il crollo del Ponte Morandi ha portato all'attenzione dei legislatori il problema della durabilità delle strutture in calcestruzzo armato. Una delle principali cause di degrado di questo materiale è la corrosione, che però finora non veniva considerata adeguatamente nella progettazione delle opere e nel pianificare la loro manutenzione. Esistono modelli computazionali che possono prevedere come il degrado dei materiali incide sulla tenuta strutturale dei ponti o dei viadotti ma finora non era stato possibile testarli a scala reale. Il progetto di ricerca BRIDGE|50 colma questa lacuna. Alcune delle travi di un viadotto che doveva essere demolito a Torino per fare posto a un collegamento ferroviario sono state smontate e portate in un sito sperimentale allestito allo scopo. I ricercatori ne hanno prima misurato il livello di degrado e poi le hanno sottoposte a prove di carico fino a rottura. Quello che hanno imparato potrebbe essere applicato ad altre strutture già esistenti e aiutare a pianificarne meglio la manutenzione.

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Il 14 agosto 2018 la pila 9 del Viadotto del Polcevera a Genova, anche noto come Ponte Morandi, cedette portando con sé un tratto di 250 metri di ponte e la vita di 43 persone. Le pile sono gli elementi verticali che sostengono l’impalcato di un ponte, la striscia orizzontale dove transitano i veicoli. Le cause del crollo del Ponte Morandi, tuttora oggetto di accertamento, sono state ricercate anche nella corrosione dei cavi metallici degli stralli in calcestruzzo armato collegati alla sommità della pila 9.