fbpx Rigetto da inquinamento | Scienza in rete

Rigetto da inquinamento

Primary tabs

Read time: 1 min

Lo smog fa male anche ai polmoni trapiantati, al punto di raddoppiare il rischio di rigetto. Lo ha dedotto un gruppo di ricercatori belgi dell’Università di Lovanio, dopo aver seguito fino al 2009 più di 280 pazienti sottoposti a trapianto di polmone nel loro centro tra il 1997 e il 2008. Circa il 40 per cento di loro in questo periodo ha sviluppato una sindrome da bronchiolite obliterante, una grave forma infiammatoria dovuta a un’iperattività del sistema immunitario, che dal punto di vista clinico equivale a un rigetto.

Le probabilità di andare incontro a questa condizione erano doppie tra coloro che abitavano nel raggio di 170 metri da una strada a grande traffico rispetto a chi viveva più lontano da questa fonte di inquinamento. In particolare i ricercatori belgi hanno calcolato che per ogni aumento di dieci volte della distanza della loro abitazione dalla strada principale, i pazienti vedevano calare del 43 per cento il rischio di sviluppare la patologia e del 23 per cento il rischio di morirne.

Thorax

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Trapianti

prossimo articolo

Dare voce alle emozioni: il ruolo inatteso dell’IA

sagoma di volto con fogli colorati che escono dalla testa

Nella “società delle mangrovie”, come la definisce il filosofo Luciano Floridi, dove umano e digitale si intrecciano, l’intelligenza artificiale smette di essere solo fonte di inquietudine e diventa strumento di espressione. Il libro "EmoziIonAbili" (Pisa University Press) racconta come l’IA generativa possa trasformarsi in un «esoscheletro cognitivo» capace di dare voce a giovani con disabilità, amplificando emozioni e storie senza tradirle, e aprendo nuove strade per un uso etico e inclusivo della tecnologia.

L’intelligenza artificiale generativa, che dal 2022 sta trasformando profondamente la nostra vita, continua a disorientarci: ci somiglia così tanto da rendere difficile tracciare un confine tra ciò che produce e ciò che siamo in grado generare noi. Del resto, ha imparato a esprimersi osservandoci e imitandoci, e lo fa sempre meglio. Tutto questo inquieta: saprà fermarsi quando lo vorremo noi?