fbpx Il tumore si nutre al self-service | Page 42 | Scienza in rete

Il tumore si nutre al self-service

Primary tabs

Read time: 1 min

Le cellule staminali non alimentano la crescita del tumore solo rifornendolo di nuove cellule immortali, ma anche producendo parte dei nuovi vasi sanguigni che gli apportano l’ossigeno e le sostanze nutritive necessarie al suo sviluppo. Due ricerche pubblicate oggi contemporaneamente su Nature  confermano questo fenomeno, in entrambi i casi studiato sul glioblastoma, il più aggressivo e più frequente dei tumori cerebrali. I loro risultati spiegano tra l’altro uno dei possibili meccanismi per cui i farmaci antiangiogenesi, come il bevacizumab, che colpiscono la formazione di vasi da parte dell’ospite, non abbiano finora dato i risultati sperati, riuscendo ad allungare solo di pochi mesi la sopravvivenza dei malati.

Uno dei due lavori, finanziato dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, è stato coordinato da Ruggero De Maria, direttore del Dipartimento di ematologia e oncologia molecolare dell’Istituto superiore di sanità, in collaborazione con l’Università Cattolica di Roma e l’Istituto neurologico Besta di Milano: «Conoscere questi meccanismi è il primo passo per cercare un farmaco capace di bloccarli» hanno detto i ricercatori.

Katsnelson A. Tumours grow their own blood vessels. Nature 21 November 2010. doi:10.1038/news.2010.623

Autori: 
Sezioni: 
Angiogenesi

prossimo articolo

Abbiamo un grosso problema con gli incendi

incendio in montagna

Gli incendi che stanno devastando il Mediterraneo nell'estate 2026 confermano una tendenza ormai consolidata: il cambiamento climatico rende i roghi più probabili, intensi e difficili da controllare, aggravando gli effetti di una gestione del territorio spesso inadeguata e delle cause di origine umana. Oltre a distruggere ecosistemi e aumentare le emissioni di CO₂, il fumo degli incendi rappresenta una minaccia crescente per la salute, con impatti documentati sulla mortalità e su alcune malattie cardiovascolari, respiratorie e neurologiche. Prevenzione, gestione forestale e riduzione delle emissioni di gas serra restano le strategie chiave per contenere il rischio.

Foto di Mike Newbry su Unsplash

Dalla seconda metà di luglio 2026 l'Europa mediterranea è stretta in una morsa di incendi che stanno costringendo centinaia di migliaia di persone a lasciare le proprie case. Al 29 luglio 2026 si stimano quasi 435mila ettari di suolo bruciato da inizio anno, 1400 incendi contati, quasi 18 milioni di tonnellate di CO2 emesse (dati dell’European Forest Fire Information System).