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Il tumore si nutre al self-service

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Le cellule staminali non alimentano la crescita del tumore solo rifornendolo di nuove cellule immortali, ma anche producendo parte dei nuovi vasi sanguigni che gli apportano l’ossigeno e le sostanze nutritive necessarie al suo sviluppo. Due ricerche pubblicate oggi contemporaneamente su Nature  confermano questo fenomeno, in entrambi i casi studiato sul glioblastoma, il più aggressivo e più frequente dei tumori cerebrali. I loro risultati spiegano tra l’altro uno dei possibili meccanismi per cui i farmaci antiangiogenesi, come il bevacizumab, che colpiscono la formazione di vasi da parte dell’ospite, non abbiano finora dato i risultati sperati, riuscendo ad allungare solo di pochi mesi la sopravvivenza dei malati.

Uno dei due lavori, finanziato dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, è stato coordinato da Ruggero De Maria, direttore del Dipartimento di ematologia e oncologia molecolare dell’Istituto superiore di sanità, in collaborazione con l’Università Cattolica di Roma e l’Istituto neurologico Besta di Milano: «Conoscere questi meccanismi è il primo passo per cercare un farmaco capace di bloccarli» hanno detto i ricercatori.

Katsnelson A. Tumours grow their own blood vessels. Nature 21 November 2010. doi:10.1038/news.2010.623

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Angiogenesi

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