Dopo anni di progressivo incremento, nell'ultimo decennio si è potuto assistere in grandi aree dell'emisfero meridionale alla brusca riduzione o all'arresto del meccanismo dell'evapotraspirazione.
Da tempo sappiamo che oltre metà dell'energia solare assorbita dal suolo viene impiegata, attraverso i meccanismi dell'evaporazione diretta e la traspirazione delle piante, per alimentare il ciclo dell'acqua. Questa evapotraspirazione, stando a quanto suggeriscono molti modelli climatici, sarebbe strettamente collegata con il riscaldamento globale, che risulterebbe un diretto responsabile del suo incremento. In effetti, come testimonia lo studio di Martin Jung (Max Plank Institute for Biogeochemistry) e collaboratori pubblicato su Nature, negli anni Ottanta e Novanta si è assistito a un progressivo aumento dell'evapotraspirazione globale.
Nello stesso studio, però, gli autori segnalano che nel decennio dal 1998 al 2008 si assiste a un brusco calo dell'evapotraspirazione, principalmente dovuto a un minore contributo da parte dell'emisfero meridionale. Osservazioni satellitari indicano che in molte regioni dell'emisfero Sud, soprattutto in Africa e Australia ma anche in India e in America Meridionale, il suolo presenta una minore disponibilità di umidità. E' vero che molte di queste regioni sono storicamente aride, ma alcune sono caratterizzate dalle foreste pluviali e il loro inaridimento non è affatto un buon segno.
Un mondo che inaridisce
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Le matrici del potere: dati sui minerali per la transizione

L’età delle matrici di Gianluca Schinaia racconta come la transizione ecologica e digitale dipenda da terre rare e materie prime strategiche, oggi al centro di tensioni geopolitiche globali. Il libro fa riflettere sul fatto che ogni tecnologia energetica ha un impatto ambientale, anche se questo varia molto tra fossili e rinnovabili, soprattutto se la transizione viene governata al meglio sottraendola al monopolio del modello economico neoliberista.
Foto di Paul-Alain Hunt su Unsplash
Serve fare due considerazioni per leggere il libro appena uscito di Gianluca Schinaia L’età delle matrici edito da Codice (384 pagine, 24 euro). La prima è che conoscere gli impatti dell’attività estrattiva non serve per delegittimare la transizione ecologica, anche se questa è una scusa spesso usata dai detrattori (ma poi detrattori di cosa?). Tra l’altro l’attività estrattiva è anche quella che si fa per risucchiare da sottoterra i combustibili fossili.