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Un mondo che inaridisce

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Dopo anni di progressivo incremento, nell'ultimo decennio si è potuto assistere in grandi aree dell'emisfero meridionale alla brusca riduzione o all'arresto del meccanismo dell'evapotraspirazione.

Da tempo sappiamo che oltre metà dell'energia solare assorbita dal suolo viene impiegata, attraverso i meccanismi dell'evaporazione diretta e la traspirazione delle piante, per alimentare il ciclo dell'acqua. Questa evapotraspirazione, stando a quanto suggeriscono molti modelli climatici, sarebbe strettamente collegata con il riscaldamento globale, che risulterebbe un diretto responsabile del suo incremento. In effetti, come testimonia lo studio di Martin Jung (Max Plank Institute for Biogeochemistry) e collaboratori pubblicato su Nature, negli anni Ottanta e Novanta si è assistito a un progressivo aumento dell'evapotraspirazione globale.

Nello stesso studio, però, gli autori segnalano che nel decennio dal 1998 al 2008 si assiste a un brusco calo dell'evapotraspirazione, principalmente dovuto a un minore contributo da parte dell'emisfero meridionale. Osservazioni satellitari indicano che in molte regioni dell'emisfero Sud, soprattutto in Africa e Australia ma anche in India e in America Meridionale, il suolo presenta una minore disponibilità di umidità. E' vero che molte di queste regioni sono storicamente aride, ma alcune sono caratterizzate dalle foreste pluviali e il loro inaridimento non è affatto un buon segno.

Oregon State University

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