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Un mondo che inaridisce

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Dopo anni di progressivo incremento, nell'ultimo decennio si è potuto assistere in grandi aree dell'emisfero meridionale alla brusca riduzione o all'arresto del meccanismo dell'evapotraspirazione.

Da tempo sappiamo che oltre metà dell'energia solare assorbita dal suolo viene impiegata, attraverso i meccanismi dell'evaporazione diretta e la traspirazione delle piante, per alimentare il ciclo dell'acqua. Questa evapotraspirazione, stando a quanto suggeriscono molti modelli climatici, sarebbe strettamente collegata con il riscaldamento globale, che risulterebbe un diretto responsabile del suo incremento. In effetti, come testimonia lo studio di Martin Jung (Max Plank Institute for Biogeochemistry) e collaboratori pubblicato su Nature, negli anni Ottanta e Novanta si è assistito a un progressivo aumento dell'evapotraspirazione globale.

Nello stesso studio, però, gli autori segnalano che nel decennio dal 1998 al 2008 si assiste a un brusco calo dell'evapotraspirazione, principalmente dovuto a un minore contributo da parte dell'emisfero meridionale. Osservazioni satellitari indicano che in molte regioni dell'emisfero Sud, soprattutto in Africa e Australia ma anche in India e in America Meridionale, il suolo presenta una minore disponibilità di umidità. E' vero che molte di queste regioni sono storicamente aride, ma alcune sono caratterizzate dalle foreste pluviali e il loro inaridimento non è affatto un buon segno.

Oregon State University

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i resti di ominini ritrovati in Marocco

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.