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Più tasse e burocrazia per la sperimentazione animale

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Il 25 luglio è stato pubblicato il decreto 27 marzo 2019 n. 173 che stabilisce le tariffe per il rilascio di autorizzazioni per la sperimentazione animale. Le tariffe, in realtà riguardano anche qualsiasi modifica e valutazione dei progetti di ricerca.

È chiaro l'intento di dissuadere l'utilizzo di una pratica spesso ancora necessaria come la sperimentazione con modelli animali, essenziale per molte patologie. A fronte di finanziamenti sempre decrescenti per la ricerca, il Ministero della salute aumenta quindi il costo di tali sperimentazioni, già gravate da una quantità di obblighi burocratici superiori a quelli necessari per la sperimentazione umana (si veda qui).

A questo si aggiungano le “eccezioni” che il governo italiano ha voluto introdurre alla Direttiva europea sulla sperimentazione animale, tali da escludere senza razionale scientifico dalla sperimentazione il settore degli xenotrapianti e delle dipendenze, quasi che questi fossero ambiti di ricerca “immorali” e non meritevoli di attenzione in Italia, al contrario di quello che succede nel resto del mondo.

Queste misure persecutorie hanno l’unica conseguenza di indebolire la ricerca scientifica biomedica nazionale costringendo molti centri di ricerca a commissionare tali ricerche all’estero, dove queste ricerche vengono condotte per il bene dei pazienti e nel pieno rispetto del benessere animale


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Capire se sappiamo prevedere i terremoti è difficile

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Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).