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Struttura e complessità, dai biopolimeri al citoscheletro cellulare

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Jeff Urbach, professore alla Georgetown University e coordinatore del Dynamics Imaging Laboratory in Regents Hall. Photo di Kuna Malik Hamad.

Tempo di lettura: 1 min

Cosa succede quando un oggetto viene sottoposto a una forza, per esempio una compressione o una spinta? Che eventi si verificano nella sua struttura interna? In che modo materiali diversi si piegano, deformano, spezzano? Domande, queste, al centro dell’attenzione di chi studia fisica dei materiali. Per rispondere alle quali lo studio della complessità è di grande aiuto.

Ne sa qualcosa Jeff Urbach, professore alla Georgetown University e coordinatore del Dynamics Imaging Laboratory, nel quale, insieme ai suoi collaboratori, combina fisica statistica, simulazioni al computer e avanzate tecniche di microscopia per studiare diversi tipi di dinamiche complesse.

Jeff Urbach (Georgetown University) – Intervista realizzata durante il corso Advances in Complex Systems, organizzato a Como dal Centro per la Complessità e i Biosistemi dell’Università di Milano.

Non solo nell’ambito della cosiddetta materia soffice – biopolimeri, idrogel, eccetera… – ma anche in altri campi nei quali la fisica interagisce con la biologia. Anche le cellule, infatti, hanno una loro architettura estremamente complessa, che interagisce sia con i diversi compartimenti interni sia con l’ambiente esterno. Che si tratti di cellule che migrano in un gel o del citoscheletro di un parassita unicellulare che si attacca alle pareti cellulari, i modelli utilizzati da Urbach e dai suoi colleghi consentono di studiare un’ampia serie di temi fondamentali di biofisica e biologia cellulare.


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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.