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La cattedrale della scienza

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La crisi economica non fermerà il progetto di costruire nel centro di Londra lo United Kingdom Centre for Medical Research and Innovation, un istituto che dovrebbe accogliere più di 1.200 ricercatori e per il quale si prevede un investimento di oltre 500 milioni di sterline.

La struttura, già ribattezzata «cattedrale della scienza», dovrebbe vedere la luce nel 2014, alle spalle della British Library e a due passi dai terminal ferroviari che la collegheranno al resto d’Europa. Nasce dalla collaborazione tra il Medical Research Council, lo  University College of London, Wellcome Trust e Cancer Research UK. Come sempre, l’unione fa la forza.

Science 2009; 326: 1468

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Sezioni: 
Londra

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Nel giro di quattro giorni sono arrivate due notizie clamorose dal mondo dell’intelligenza artificiale applicata alla matematica: la formalizzazione completa della dimostrazione dell’“ultimo teorema di Fermat” e la soluzione (attualmente ancora da verificare) di un “problema del millennio” relativo alle equazioni di Navier–Stokes. Molte le reazioni, dall’entusiasmo dei tecno-ottimisti, alla paura dei tecno-pessimisti, fino alla preoccupazione di chi sostiene che l'interesse delle compagnie di IA alla soluzione dei grandi problemi aperti erode gli aspetti culturalmente più rilevanti della ricerca matematica. Sono tutte reazioni comprensibili, e a parere dell'autore alcune sono anche molto ben motivate. Eppure, che le macchine contribuiscano in modo decisivo a dimostrare teoremi non dovrebbe sorprendere più di tanto. Per oltre un secolo, una piccola ma molto motivata comunità di matematici, e poi di logici e infine di informatici teorici, ha coltivato proprio questo sogno, oggi diventato realtà grazie al progresso tecnologico e a investimenti senza precedenti. (Illustrazione realizzata con strumenti di intelligenza artificiale generativa).

Nei primi giorni di settembre 2026, due annunci hanno dato l’impressione che il futuro della matematica fosse arrivato tutto d’un colpo[1].