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Milano - ultimo incontro "Colloqui per la scienza"

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Con oggi termina il ciclo di incontri "Colloqui per la Scienza" organizzato dal Comune di Milano in collaborazione con la Fondazione Beat Leukemia e il sostegno dell’assessore alla Politiche per il Lavoro, Università e Ricerca Cristina Tajani insieme alla Senatrice Elena Cattaneo dell’Università degli Studi di Milano.

L'appuntamento di oggi Giovedì 19 Giugno dal titolo "Eccellenze e integrazione: Occasioni per Milano" si terrà dalle 18.00 alle 20.00 a Palazzo Marino in Sala Alessi (Piazza della Scala 2).

Dopo un'introduzione di Stefania Giannini, Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, prenderanno la parola Jacopo Meldolesi dell'Università Vita-Salute San Raffaele ("Le eccellenze le abbiamo costruite. Ora dobbiamo imparare a sfruttarle adeguatamente"), Ferdinando Cornelio dell'IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta - Milano ("Il progetto strategico sui deficit cognitivi nell'adulto, un esempio concreto di percorso traslazionale"), Alessandro Sidoli di Assobiotec ("L'industria innovativa come motore di sviluppo economico ed occupazionale: esempi e prospettive future nel settore delle biotecnologie") e Umberto Veronesi dello IEO - Istituto Europeo di Oncologia ("Dalla terapia alla prevenzione"). Chiuderà i lavori Gianfelice Rocca, Presidente Assolombarda.

L'evento sarà moderato da Gianluca Vago, Rettore Università degli Studi di Milano e Daniela Ovadia, giornalista scientifica Zadig.









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Come cominciano i terremoti

faglia di terremoto

Analizzando i primi secondi delle onde P, le prime a essere registrate dai sismometri durante un terremoto, un gruppo di ricercatori ha mostrato che è possibile stimare la magnitudo del terremoto. Il loro risultato si aggiunge al lungo dibattito sulla natura deterministica dei fenomeni di rottura all’origine dei terremoti e dunque sulla loro prevedibilità e ha implicazioni per i sistemi di allerta sismica precoce.

Nell'immagine due geologi dell'USGS misurano una rottura di faglia causata dai terremoti di Ridgecrest in California nel 2019. Foto di Ben Brooks/USGS (CC0).

È possibile prevedere la magnitudo di un terremoto osservando le onde sismiche nei loro primissimi istanti? Gli scienziati dibattono da decenni intorno a questa domanda, che è centrale per la progettazione dei sistemi di allerta sismica precoce.

Uno studio pubblicato recentemente da un gruppo di sismologi dell'Università di Napoli Federico II mostra che è possibile, analizzando circa 7000 onde sismiche relative a 200 terremoti avvenuti in tutto il mondo con magnitudo tra 4 e 9.