fbpx Ecco il primo atlante dei geni | Page 3 | Scienza in rete

Ecco il primo atlante dei geni

Read time: 2 mins

Tutte le cellule del nostro corpo hanno lo stesso genoma, e se alcune di queste cellule si differenziano in neuroni, altri come epatociti e altri ancora in linfociti è soltanto perché vengono attivati o silenziati un diverso insieme di geni.
Un consorzio di 250 scienziati provenienti da 20 paesi ha appena presentato 18 lavori, due dei quali pubblicati su Nature, che descrivono in modo dettagliato il funzionamento dei geni delle principali cellule del corpo e dei tessuti umani.
La mappa realizzata è il risultato di sforzi concertati nell'ambito del progetto FANTOM 5 (Functional Annotation of the Mammalian Genome ). "Ora, per la prima volta, siamo in grado di individuare le regioni del genoma che si attivano durante una malattia o in condizioni normali" ha spiegato Winston Hide, della Harvard School of Public Health.
Il progetto, guidato dall’istituto giapponese Riken Yokohama Institute, ha scoperto come il 95% dei nostri geni umani vengono accesi e spenti.
I risultati sono arrivati grazie all’utilizzo di una nuova tecnologia chiamata Cap Analysis of Gene Expression (CAGE).
Finora era possibile mappare solo gli enhancer in una manciata di tipi di cellule. Grazie al CAGE invece, i ricercatori sono riusciti a individuare 180.000 promotori e 44.000 enhancer e, in molti casi, hanno compreso che sono collegati a specifici tipi cellulari.
Gli scienziati hanno scoperto inoltre, che molte delle mutazioni collegate a malattie si trovano proprio all’interno della sequenza enhancer. "Questo nuovo atlante ci indica le posizioni esatte per cercare le varianti genetiche  e per prestringere i geni coinvolti in malattie specifiche", ha sottolineato Hide.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Biologia

prossimo articolo

Le matrici del potere: dati sui minerali per la transizione

matrici per la transizione

L’età delle matrici di Gianluca Schinaia racconta come la transizione ecologica e digitale dipenda da terre rare e materie prime strategiche, oggi al centro di tensioni geopolitiche globali. Il libro fa riflettere sul fatto che ogni tecnologia energetica ha un impatto ambientale, anche se questo varia molto tra fossili e rinnovabili, soprattutto se la transizione viene governata al meglio sottraendola al monopolio del modello economico neoliberista.

Foto di Paul-Alain Hunt su Unsplash

Serve fare due considerazioni per leggere il libro appena uscito di Gianluca Schinaia L’età delle matrici edito da Codice (384 pagine, 24 euro). La prima è che conoscere gli impatti dell’attività estrattiva non serve per delegittimare la transizione ecologica, anche se questa è una scusa spesso usata dai detrattori (ma poi detrattori di cosa?). Tra l’altro l’attività estrattiva è anche quella che si fa per risucchiare da sottoterra i combustibili fossili.