fbpx Ecco il primo atlante dei geni | Page 4 | Scienza in rete

Ecco il primo atlante dei geni

Read time: 2 mins

Tutte le cellule del nostro corpo hanno lo stesso genoma, e se alcune di queste cellule si differenziano in neuroni, altri come epatociti e altri ancora in linfociti è soltanto perché vengono attivati o silenziati un diverso insieme di geni.
Un consorzio di 250 scienziati provenienti da 20 paesi ha appena presentato 18 lavori, due dei quali pubblicati su Nature, che descrivono in modo dettagliato il funzionamento dei geni delle principali cellule del corpo e dei tessuti umani.
La mappa realizzata è il risultato di sforzi concertati nell'ambito del progetto FANTOM 5 (Functional Annotation of the Mammalian Genome ). "Ora, per la prima volta, siamo in grado di individuare le regioni del genoma che si attivano durante una malattia o in condizioni normali" ha spiegato Winston Hide, della Harvard School of Public Health.
Il progetto, guidato dall’istituto giapponese Riken Yokohama Institute, ha scoperto come il 95% dei nostri geni umani vengono accesi e spenti.
I risultati sono arrivati grazie all’utilizzo di una nuova tecnologia chiamata Cap Analysis of Gene Expression (CAGE).
Finora era possibile mappare solo gli enhancer in una manciata di tipi di cellule. Grazie al CAGE invece, i ricercatori sono riusciti a individuare 180.000 promotori e 44.000 enhancer e, in molti casi, hanno compreso che sono collegati a specifici tipi cellulari.
Gli scienziati hanno scoperto inoltre, che molte delle mutazioni collegate a malattie si trovano proprio all’interno della sequenza enhancer. "Questo nuovo atlante ci indica le posizioni esatte per cercare le varianti genetiche  e per prestringere i geni coinvolti in malattie specifiche", ha sottolineato Hide.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Biologia

prossimo articolo

Il Congresso americano riduce quasi a zero i tagli alle agenzie scientifiche voluti da Trump

Capitol Hill

Le leggi di spesa degli Stati Uniti per il 2026 a cui stanno lavorando insieme democratici e repubblicani al Congresso sembrano garantire un ritorno al budget 2025 delle agenzie scientifiche come NASA, NSF e NOAA. La linea di tagli radicali, anche del 50% proposti da Trump viene quindi sconfessata. Agli appropriation bills manca ora l'approvazione definitiva e la firma del presidente, possibilmente prima del 30 novembre, in modo da scongiurare un nuovo shutdown della pubblica amministrazione.

Nella foto, Capitol Hill, sede del Congresso statunitense.

Tutti noi abbiamo sempre guardato con ammirazione alle istituzioni scientifiche statunitensi. Università e centri di ricerca prestigiosi, poi istituzioni come NASA, NSF (National Science Foundation), DOE  (Department of Energy) solo per citarne alcuni. Tutti impegnati in ricerca scientifica di punta nei settori di loro competenza. Tutte queste istituzioni ricevono finanziamenti federali che, ogni anno, entrano a fare parte del budget proposto dal governo per l’anno successivo.