fbpx Chi vuole il 5 per mille di AIRC? | Scienza in rete

Chi vuole il 5 per mille di AIRC?

Primary tabs

Read time: 3 mins

Alla domanda l'AIRC, Associazione Italiana Ricerca sul Cancro, ha risposto in una conferenza stampa presso la sede milanese dell'associazione, nel corso della quale ha presentato il bando per il programma speciale di oncologia clinica molecolare, che sarà finanziato con i proventi del 5 x mille. I progetti saranno esaminati secondo i criteri della peer review da studiosi stranieri: alla fine i prescelti si conteranno sulle dita di una mano, in modo da evitare finanziamenti a pioggia ma garantire un supporto tangibile. In tutto si prevede saranno stanziati circa 75 milioni in cinque anni, soprattutto a favore di idee per gettare un ponte tra la ricerca di base e la clinica. Un ponte che si potrà costruire grazie alla scelta di circa 800.000 italiani e che si ripromette di cambiare la faccia della diagnosi, della prognosi e della cura dei tumori. Di seguito il il comunicato AIRC.

AIRC, un patrimonio per la Ricerca Italiana sul Cancro

C'è posto per una buona notizia? Oggi l'AIRC, l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, annuncia il suo programma per l'Oncologia Molecolare Clinica, finanziato con i proventi del 5XMille. È una buona notizia che il programma nasca dal lavoro di una commissione internazionale e che i finanziamenti saranno valutati ed approvati esclusivamente da esperti internazionali, secondo le regole di massima trasparenza e di premio al merito che da sempre contraddistinguono l'AIRC.
A ben pensarci, tuttavia, la vera notizia è che da più di 40 anni, l'AIRC è il principale finanziatore della ricerca sul cancro in Italia. Noi che scriviamo siamo una rappresentanza di una comunità scientifica che, grazie all'AIRC, ha permesso all'Italia di restare sulla mappa della ricerca mondiale sul cancro.Tra noi ci sono direttori d'istituti scientifici, direttori di dipartimenti di ricerca sul cancro universitari e non, editori di prestigiose riviste internazionali. Prima di tutto, siamo, tuttavia, ricercatori impegnati nello studio e nella cura del cancro e i nostri laboratori funzionano perché esiste l'AIRC che garantisce la stabilità e la continuità del finanziamento alla ricerca.
Tutto questo è possibile grazie ad uno straordinario sforzo di solidarietà che impegna tutto il Paese. AIRC sono le migliaia di volontari che donano il loro tempo nelle sedi regionali e nelle piazze d'Italia ad ogni campagna di raccolta di fondi.
AIRC sono i due milioni di soci, che annualmente contribuiscono. Questi milioni sanno che ogni euro investito in ricerca ritorna decuplicato, sanno che solo nella ricerca esiste la sicurezza di un futuro migliore. Questi milioni d'Italiani hanno permesso ai nostri laboratori di rimanere attivi e di produrre. Hanno permesso alla ricerca oncologica Italiana di guadagnarsi un posto di preminenza nel panorama mondiale. Hanno permesso a migliaia di giovani ricercatori di ricevere il training necessario e poi, ai migliori tra loro, di avviare i propri laboratori. Questi milioni hanno contribuito al progresso, che registriamo quotidianamente, nella lotta al cancro. Questi milioni sono il Paese migliore, quello che in silenzio costruisce. È veramente una buona notizia che esista un Paese così.

Pier Paolo Di Fiore, IFOM -Istituto FIRC di Oncologia Molecolare,
Università degli Studi Milano, a nome di 58 ricercatori italiani sul cancro

Pier Paolo Di Fiore, Adriana Albini, Alberto Amadori, Marco Bianchi, Claudio Bordignon, Enzo Bronte, Federico Bussolino, Federico Caligaris-Cappio, Luigi Chieco-Bianchi, Mario Colombo, Amedeo Columbano, Paolo Comoglio, Daniela Corda, Paolo Corradini, Lucio Crinò, Franco Dammacco, Maurizio D'Incalci, Ruggero De Maria, Anita De Rossi, Andrea Decensi, Elisabetta Dejana, Giannino Del Sal, Brunangelo Falini, Marco Foiani, Alfredo Fusco, Silvio Garattini, Aaron Goldhirsch, Francesco Lo Coco, Pier Luigi Lollini, Alberto Luini, Lucio Luzzatto, Roberta Maestro, Alberto Mantovani, Alessandro Moretta, Lorenzo Moretta, Giovanni Morrone, Andrea Musacchio, Piero Musiani, Massimo Negrini, Nicola Normanno, Salvatore Oliviero, Giorgio Parmiani, Pier Giuseppe Pelicci, Francesco Perrone, Stefano Piccolo, Marco Pierotti, Tullio Pozzan, Rosario Rizzuto, Maria Grazia Roncarolo, Ada Sacchi, Angela Santoni, Massimo Santoro, Isabella Screpanti, Angelo Vacca, Giancarlo Vecchio, Giuseppe Viglietto, Riccardo Vigneri, Antonella Viola, Paola Zanovello, Gabriella Zupi

Autori: 
Sezioni: 
Bando

prossimo articolo

I tre Gesù del Michigan, un viaggio tra mente, storia ed etica

Tre uomini convinti di essere Gesù, i molti «Napoleoni» ricoverati nella Francia dell’Ottocento, persone che percepiscono un proprio arto come estraneo: nel suo saggio, lo psicologo Douwe Draaisma attraversa alcuni dei più singolari inganni della mente. Ma “I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente” (Codice Edizioni, 2026) è anche un viaggio nella storia della psichiatria e nel modo in cui è cambiato il nostro sguardo sui suoi pazienti. Perché i deliri non nascono fuori dal tempo: parlano dell’epoca, della cultura e dell’ambiente in cui prendono forma. Mostrando il tentativo della mente di preservare, anche nelle condizioni più estreme, una propria coerenza.

C’è poco da girarci intorno: molti disturbi psichiatrici, per terribili che siano a livello umano, ci risultano affascinanti. Non è un caso che abbiano ispirato libri e film, a volte autobiografici, altre più o meno romanzati: da Una stanza piena di gente di Daniel Keyes a A beautiful mind, da La ragazza interrotta (che è stato sia libro sia film) fino all’opera omnia del neurologo Oliver Sacks, che di quei disturbi ha fatto il centro della sua narrazione in chiave divulgativa.