Un’organizzazione no profit statunitense chiamata in sigla POGO (Project on Goverment Oversight) ha chiesto ai National Institutes of Health di introdurre una nuova norma, che obblighi chiunque riceve i loro fondi a rendere pubblici eventuali compensi ricevuti dalle aziende farmaceutiche. L’obbligo di trasparenza, ormai richiesta dalle più importanti riviste scientifiche internazionali, è anche oggetto di una proposta di legge attualmente in discussione alla Camera dei rappresentanti, secondo la quale sarebbero le aziende a dover registrare in un database pubblico tutti i finanziamenti elargiti ai medici. «Questa norma però esclude tutti i ricercatori che medici non sono» obiettano gli attivisti di POGO, un’associazione che mira a svelare e combattere ogni forma di corruzione. «Inoltre i NIH hanno in prima persona la responsabilità legale e morale di assicurare che i fondi pubblici non alimentino una ricerca il cui valore è minacciato dai conflitti di interesse».
Trasparenza per tutti
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