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Sezione aurea per la pressione

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Non è abbassare la pressione che conta, ma che massima e minima siano in armonia. Anzi, che lo siano tanto da essere rappresentate dalla magica formula della sezione aurea. Nessuno ha mai spiegato perché ma questa proporzione tra due dimensioni, per cui il rapporto tra la loro somma e la maggiore delle due è uguale al rapporto tra la maggiore e la minore, ricorre continuamente in natura: dal corpo umano ai movimenti dei barracuda, dalla disposizione dei petali di un fiore alla doppia elica del DNA. Per non parlare dell’architettura: si ritrova nelle piramidi di Giza, come nel Partenone o nella cattedrale di Notre Dame. Per questo la sezione aurea ha stregato gli antichi ma continua a incuriosire anche gli uomini di oggi. Non sono sfuggiti al suo fascino tre ricercatori, rispettivamente austriaco, irlandese e svizzero, che hanno osservato l’ennesimo caso in cui ritorna il misterioso φ, il numero irrazionale che inizia con 1,6180339887... divenuto nei secoli simbolo di armonia e bellezza delle forme. Dopo aver esaminato i valori di pressione di oltre 160.000 austriaci che si erano sottoposti a un programma di promozione della salute, gli studiosi hanno verificato che quando massima e minima sono in questo rapporto, cala il rischio di avere un infarto cardiaco mortale.  

Brit Med J 2009; 339: b4745

 

 

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Cardiologia

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Cosa sappiamo sul crollo del Ponte Morandi, dopo la sentenza di I grado

Si è concluso ieri il processo di primo grado per accertare le responsabilità per il crollo del viadotto Polcevera il 14 agosto 2018. I giudici hanno condannato i vertici di Autostrade per l’Italia, società che gestiva l’opera, e della sua controllata incaricata della manutenzione, oltre che un funzionario del Ministero dei Trasporti. La condanna sembra quindi confermare la tesi dell’accusa secondo cui a causare il disastro fu la mancata manutenzione dell’opera e in particolare dei cavi in calcestruzzo armato che ancoravano il ponte al pilone numero 9. Le armature in acciaio di quei cavi erano gravemente corrose, come già nel 1992 era stato constatato decidendo di intervenire sul pilone numero 11. Una nuova indagine del 2015 confermava lo stato di degrado. Un progetto di risanamento dell’intero ponte era stato concluso nel 2017 e approvato nel 2018, pochi mesi prima del crollo. Nell'immagine di copertina il Ponte Morandi dopo il crollo. Fonte: Alessio Sbarbaro/Wikipedia (CC BY-SA 4.0).

 

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