Non è solo l’ennesimo genoma a essere sequenziato, né si tratta solo di una curiosità che il risultato riguardi la talpa senza pelo, in termini scientifici eterocefalo glabro. Questo roditore, che vive sotto terra nell’Africa orientale, è infatti un animale più unico che raro: pur essendo un mammifero, non è in grado di regolare la propria temperatura corporea e vive in colonie simili a quelle delle formiche e delle api. Ma a interessare gli scienziati sono soprattutto altri aspetti:per esempio il fatto che l’eterocefalo glabro manca sulla sua pelle di recettori per la sostanza P, per cui è insensibile a certi tipi di dolore, ma soprattutto non sviluppa il cancro neppure quando si cerca di indurglielo sperimentalmente; vive quasi 10 volte più a lungo degli altri roditori, senza mostrare segni di senescenza ed è in grado di riprodursi fino alla fine dei suoi giorni. Capire quali sono i geni alla base di tutte caratteristiche apre ovviamente nuovi spiragli nella conoscenza dei meccanismi che portano alla formazione dei tumori e all’invecchiamento. «La talpa senza pelo ha geni molto simili ai nostri per numero e posizione» ha dichiarato Vadim Gladyshev, che ha coordinato il lavoro pubblicato su Nature.«Ci sono però differenze sostanziali nella loro espressione: «L’animale per esempio in determinate condizioni sembra in grado di produrre rapidamente e in grandi quantità la proteina p16, un potente oncosoppressore». Partendo dallo studio di questo curioso animale si potrebbero poi scoprire nuovi possibili trattamenti, non solo per la cura dei tumori, ma anche per mettere finalmente a punto l’elisir di lunga vita inseguito dall’umanità fin dalla notte dei tempi.
I segreti della talpa nuda e longeva
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Abbiamo un grosso problema con gli incendi

Gli incendi che stanno devastando il Mediterraneo nell'estate 2026 confermano una tendenza ormai consolidata: il cambiamento climatico rende i roghi più probabili, intensi e difficili da controllare, aggravando gli effetti di una gestione del territorio spesso inadeguata e delle cause di origine umana. Oltre a distruggere ecosistemi e aumentare le emissioni di CO₂, il fumo degli incendi rappresenta una minaccia crescente per la salute, con impatti documentati sulla mortalità e su alcune malattie cardiovascolari, respiratorie e neurologiche. Prevenzione, gestione forestale e riduzione delle emissioni di gas serra restano le strategie chiave per contenere il rischio.
Foto di Mike Newbry su Unsplash
Dalla seconda metà di luglio 2026 l'Europa mediterranea è stretta in una morsa di incendi che stanno costringendo centinaia di migliaia di persone a lasciare le proprie case. Al 29 luglio 2026 si stimano quasi 435mila ettari di suolo bruciato da inizio anno, 1400 incendi contati, quasi 18 milioni di tonnellate di CO2 emesse (dati dell’European Forest Fire Information System).