fbpx Scorte di ossigeno nel cervello | Page 44 | Scienza in rete

Scorte di ossigeno nel cervello

Primary tabs

Read time: 1 min

Le catene dell'emoglobina non sono prodotte solo nei precursori dei globuli rossi: i loro geni vengono espressi anche nei neuroni dopaminergici della sostanza nera, la cui degenerazione porta al morbo di Parkinson, e nelle cellule gliali che in tutto il cervello circondano i neuroni come un tessuto connettivo. Alla scoperta è giunto Stefano Gustincich della SISSA di Trieste, insieme con alcuni colleghi italiani e giapponesi, che l'hanno confermata in diversi animali da laboratorio e su preparati di cervello umano provenienti da autopsie. Utilizzando il metodo dei microarrays, i ricercatori hanno dimostrato che all'aumentata espressione dei geni per le catene globiniche corrispondevano cambiamenti nell'espressione di geni legati all'omeostasi dell'ossigeno e alla fosforilazione ossidativa. Ciò fa pensare che l'emoglobina, oltre che nel sangue, funga da magazzino di ossigeno anche nel cervello, proteggendo il tessuto nervoso da microischemie, così come era già stato dimostrato nei vermi, in cui è l'emoglobina a fornire direttamente l'ossigeno alle cellule nervose quando gli animali vanno sotto terra. Lo studio apre la strada anche a nuovi possibili approcci terapeutici nei confronti del Parkinson e delle ischemie cerebrali.

Proc Natl Acad Sci  2009; 106: 15454

 

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Biologia

prossimo articolo

Timothy: raccontare l’immunologia come una storia di (piccoli) supereroi

Linfocita T con mantello da supereroe

Come si racconta il sistema immunitario senza perdersi tra sigle, molecole e processi cellulari? In “Timothy. Storia di un grande eroe in un mondo microscopico”, il neuroscienziato e divulgatore Tiziano Balzano sceglie la strada della narrazione: un linfocita T diventa il protagonista di un romanzo di formazione che attraversa organi, infezioni, allergie e ricerca biomedica. Tra fumetto, avventura e saggio divulgativo, il libro trasforma la complessità dell'immunologia in una storia accessibile senza rinunciare al rigore scientifico.

Immagine di copertina: elaborazione da NIAID/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.0

Chi ricorda Siamo fatti così – Esplorando il corpo umano? L’ormai storica serie francese ha mostrato a una generazione di bambine e bambini (e non solo) un modo diverso di raccontare la biologia: quello nel quale le cellule diventano personaggi, organi e tessuti edifici, i vasi sanguigni strade trafficate. Nel quale ogni giorno ciascuno di questi elementi è impegnato a mantenere in funzione il complesso organismo che abitiamo.