fbpx Scorte di ossigeno nel cervello | Scienza in rete

Scorte di ossigeno nel cervello

Primary tabs

Read time: 1 min

Le catene dell'emoglobina non sono prodotte solo nei precursori dei globuli rossi: i loro geni vengono espressi anche nei neuroni dopaminergici della sostanza nera, la cui degenerazione porta al morbo di Parkinson, e nelle cellule gliali che in tutto il cervello circondano i neuroni come un tessuto connettivo. Alla scoperta è giunto Stefano Gustincich della SISSA di Trieste, insieme con alcuni colleghi italiani e giapponesi, che l'hanno confermata in diversi animali da laboratorio e su preparati di cervello umano provenienti da autopsie. Utilizzando il metodo dei microarrays, i ricercatori hanno dimostrato che all'aumentata espressione dei geni per le catene globiniche corrispondevano cambiamenti nell'espressione di geni legati all'omeostasi dell'ossigeno e alla fosforilazione ossidativa. Ciò fa pensare che l'emoglobina, oltre che nel sangue, funga da magazzino di ossigeno anche nel cervello, proteggendo il tessuto nervoso da microischemie, così come era già stato dimostrato nei vermi, in cui è l'emoglobina a fornire direttamente l'ossigeno alle cellule nervose quando gli animali vanno sotto terra. Lo studio apre la strada anche a nuovi possibili approcci terapeutici nei confronti del Parkinson e delle ischemie cerebrali.

Proc Natl Acad Sci  2009; 106: 15454

 

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Biologia

prossimo articolo

Ricerca pubblica e lavoro precario: il nodo irrisolto del CNR

puzzle incompleto con simboli scientifici

Il precariato nella ricerca pubblica, particolarmente al CNR, mina la competitività scientifica italiana. Ed è un problema che persiste nonostante la mobilitazione di lavoratori e lavoratrici e le misure introdotte dalle leggi di bilancio 2024 e 2025. Il sistema di ricerca italiano, sottofinanziato e strutturalmente fragile, rischia di perdere il suo capitale umano, essenziale per garantire un futuro competitivo in Europa

Negli ultimi mesi il precariato nella ricerca pubblica è tornato al centro del dibattito politico grazie alla mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Una mobilitazione che mette in luce la fragilità strutturale del sistema della ricerca italiana, cronicamente sottofinanziato e incapace di garantire percorsi di stabilizzazione adeguati a chi da anni ne sostiene il funzionamento quotidiano.