fbpx Polvere sahariana e agricoltura | Page 13 | Scienza in rete

Polvere sahariana e agricoltura

Primary tabs

Read time: 1 min

Un gruppo di ricercatori ha scoperto che una significativa porzione della polvere sahariana presente in atmosfera potrebbe essere ricondotta all'intensificazione delle coltivazioni agricole nelle regioni a sud del Sahara.

Lo studio, pubblicato su Nature, è opera del team di Stefan Mulitza (Dipartimento di geologia marina dell'Università di Brema) e si fonda sull'analisi dei sedimenti nella regione detta Mauritania Canyon, posta a ridosso del Sahel, la parte più meridionale del deserto del Sahara. Poichè è possibile distinguere le polveri depositate dal vento da quelle trasportate dalle acque piovane, i sedimenti permettono di ricostruire i cicli di precipitazioni e di siccità in quella regione negli ultimi 3000 anni.

Mulitza e collaboratori hanno individuato un notevole incremento della componente trasportata dal vento a partire dal XIX secolo, cioè da quando nella regione del Sahel si è notevolmente sviluppata l'agricoltura commerciale. Questa scoperta, secondo i ricercatori, indica una chiara influenza umana nei meccanismi di generazione di quelle polveri del Sahara che tanta parte hanno in molti meccanismi climatici globali. Il fenomeno delle polveri sahariane, infatti, è tutt'altro che locale. Basti dire che una stazione meteorologica a Barbados, nel Mar dei Caraibi, è dalla sua entrata in servizio negli anni Sessanta che raccoglie campioni di polveri provenienti dal Sahara.

ScienceNow

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Ambiente

prossimo articolo

Il cervello non è fatto per capire: la rivoluzione invisibile delle neuroscienze

puzzle di cervello su sfondo geometrico

"Il cervello non è fatto per capire" (Edizioni Dedalo), di Francesco Orzi, ci porta dentro una rivoluzione silenziosa: quella che ha mostrato come la mente umana non sia progettata per conoscere, ma per sopravvivere. Attraverso celebri esperimenti cognitivi, dal Monty Hall al problema di Linda, mostra una verità scomoda: gli errori non sono eccezioni ma strutture profonde del nostro modo di pensare, radicate nei meccanismi neurali che guidano il nostro pensiero. Aiutandoci a fare un passo in più verso la lucidità.

Nella storia delle scienze, alcune rivoluzioni cambiano tutto senza che quasi nessuno se ne accorga. La teoria della relatività e la meccanica quantistica hanno trasformato la fisica nel primo Novecento, e il loro impatto culturale - benché lento - è diventato parte dell'immaginario collettivo.