fbpx Polvere sahariana e agricoltura | Scienza in rete

Polvere sahariana e agricoltura

Primary tabs

Read time: 1 min

Un gruppo di ricercatori ha scoperto che una significativa porzione della polvere sahariana presente in atmosfera potrebbe essere ricondotta all'intensificazione delle coltivazioni agricole nelle regioni a sud del Sahara.

Lo studio, pubblicato su Nature, è opera del team di Stefan Mulitza (Dipartimento di geologia marina dell'Università di Brema) e si fonda sull'analisi dei sedimenti nella regione detta Mauritania Canyon, posta a ridosso del Sahel, la parte più meridionale del deserto del Sahara. Poichè è possibile distinguere le polveri depositate dal vento da quelle trasportate dalle acque piovane, i sedimenti permettono di ricostruire i cicli di precipitazioni e di siccità in quella regione negli ultimi 3000 anni.

Mulitza e collaboratori hanno individuato un notevole incremento della componente trasportata dal vento a partire dal XIX secolo, cioè da quando nella regione del Sahel si è notevolmente sviluppata l'agricoltura commerciale. Questa scoperta, secondo i ricercatori, indica una chiara influenza umana nei meccanismi di generazione di quelle polveri del Sahara che tanta parte hanno in molti meccanismi climatici globali. Il fenomeno delle polveri sahariane, infatti, è tutt'altro che locale. Basti dire che una stazione meteorologica a Barbados, nel Mar dei Caraibi, è dalla sua entrata in servizio negli anni Sessanta che raccoglie campioni di polveri provenienti dal Sahara.

ScienceNow

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Ambiente

prossimo articolo

Dimmi quello che mangi: nuovo grande studio sulle abitudini alimentari

Una tavolata di piatti contenenti insalata e il logo YouGoody - la ricerca bella e buona in sovraimpressione

I ricercatori e le ricercatrici dell’Istituto dei Tumori di Milano chiedono la nostra collaborazione per un grande studio di coorte che vuole approfondire la relazione tra gli alimenti che consumiamo e più in generale le nostre abitudini di vita e il rischio di sviluppare una malattia. Lo studio vuole completare e aggiornare i già importanti risultati ottenuti attraverso il precedente studio Epic, che è stato alla base delle prime linee guida per un’alimentazione sana. Per partecipare basta andare sul sito di YouGoody – La ricerca bella e buona. Crediti immagine: elaborazione da Sigueme/Pixabay

Negli ultimi decenni, la ricerca scientifica ha fatto molti progressi nel chiarire i legami tra alimentazione, stile di vita e rischio di sviluppare tumori. Alcuni fattori di rischio sono ormai ben documentati: l’obesità, l’inattività fisica, l’eccesso di alcol e il fumo aumentano la probabilità di sviluppare diverse forme di cancro. Anche la dieta ha un ruolo chiave: un’alimentazione ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali è associata a una riduzione del rischio, mentre un consumo elevato di carni rosse e lavorate è stato collegato, ad esempio, al tumore del colon-retto.