fbpx Pioggia metallica | Scienza in rete

Pioggia metallica

Primary tabs

Read time: 1 min

Una sottile coltre di osmio riveste il pianeta. Il metallo della famiglia del platino è stato infatti ritrovato, seppure in piccolissime quantità, in tutti i campioni di acqua piovana o di neve provenienti dalle diverse parti del mondo, dagli Stati uniti all'India, dall'Olanda all'Antartide. Per risalire all'origine del metallo, i ricercatori del Dartmouth College di Hanover, nel New Hampshire, hanno esaminato la percentuale dei diversi isotopi nei campioni, elemento da cui è possibile verificare la sua provenienza. La quota di osmio derivata dalla polvere cosmica è risultata insignificante, così come di scarso rilievo è quella originata dalle eruzioni vulcaniche e dagli scarichi delle auto. A far a parte del leone sono invece probabilmente i processi di smaltimento del metallo, componente essenziale delle marmitte catalitiche. "L'interesse del nostro studio sta nella diffusione ubiquitaria dell'osmio" precisa Mukul Sharma, che ha coordinato il lavoro. "Ciò non significa che il fenomeno debba destare preoccupazione: le sue quantità sono talmente minime che abbiamo dovuto mettere a punto un'apposita tecnica per rilevarlo e non ci sono dati che possa provocare danni alla salute".

Proc Natl Sci USA 2009 advance online publication doi: 10.173/pnas.0811803106

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Ambiente

prossimo articolo

Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.